20190325

#1958

È indubbio: tra moda e me too, quest'estate segna il ritorno ufficiale dell'erà senza reggiseno.

#1957

I quattro si separarono ognuno a modo suo: uno stringendo la mano a tutti, un altro intrattenendosi per vedere se non ne usciva un altro po' di chiacchiere, un altro ancora allontanandosi all'indietro e accampando scuse, e l'ultimo voltandosi e avviandosi velocemente verso la prossima destinazione.

#1956

Devi lasciare che gli elementi naturali prendano il loro poso nella tau vita.

#1955

Ricordi quando cercavi sempre di infilarti nell'inquadratura ogni volta che cercavo di fotografare tua madre? Una volta salisti addirittura sul tavolo e iniziasti a fare le tue facce buffe pur di impedirmi di puntare la macchina su di loro, così che fui costretto a scattare all'improvviso, prendendo alla sprovvista te, lei e perfino me. Ho ancora quella stampa: e anche sfocata e colpita dal flash, tua madre è bellissima.

#1954

Usare quello stand per abiti come skateboard riuscì inaspettatamente facile: feci il giro dell'isolato riuscendo addirittura a impennare con un piede nell'incavo dell'angolo sfruttando solo le rotelle posteriori, tra i gridolini eccitati di modelle, truccatrici e parrucchieri. Cosa non si fa per creare un po' di show attorno alla nostra bistrattata professione.

20190318

#1953

Accadde tutto in pochi secondi: la dolce risacca che ci aveva bagnato i piedi fino a pochi attimi prima, ora aveva cominciato a montare rapidamente e inesorabilmente. Il gioco di non bagnarsi l'orlo dei pantaloni divenne così una corsa per non essere investiti, e dovemmo rifugiarci sulle strutture di cemento armato del lido, dove i bar ancora chiusi sotto i portici facevano da testimoni muti ai nostri tentativi di tenerci ancorati alle balaustre per non essere sommersi dalle onde di acqua e sabbia, praticamente fango liquido e melmoso che ci arrivava ormai alla vita.
Poi d'un tratto, così come era arrivata, la marea si ritirò e, da qualche punto imprecisato da cui non l'avevamo nemmeno vista sparire, riapparve Bea, asciutta e pulita come se fosse appena atterrata.
"Dai, andiamo," disse prendendoci per mano. "Dovete rilassarvi un po', voi due."

20190311

#1952

Ora che sapeva cosa si prova in punto di morte, sarebbe stato molto più difficile, addirittura impossibile, provare di nuovo a uccidersi. Dal suo punto di vista non le avevano salvato la vita quanto piuttosto, molto più ingiustamente, insegnato ad aver paura della morte. Ora chi le avrebbe spiegato come smettere di aver paura della vita?

#1951

A volte ho l'impressione di non aver fatto altro nella vita che comprare molte scarpe e molte sedie: che si tratti di andare da qualche parte o di restare fermo sul posto, voglio sempre avere ampia possibilità di scelta.

#1950

Supponevo di non essere l'unico quarantenne disoccupato che se ne andava a spasso in quei tempi, eppure nulla mi toglieva l'impressione che tutti avessero un lavoro, per buono o brutto che fosse, e io solo rappresentassi l'infima categoria di perdigiorno cui la vita non aveva riservato fortuna alcuna.

20190308

#1949

The only way to set that flower free /
was to actually cut it dead.

#1948

Trovammo la falla nella rete e io mi ci infilai immediatamente, sbucando dalla parte in cui lo sterrato formava il piccolo pendio dietro al quale c'era la salvezza.
Marco passò altrettanto velocemente, compiendo il mio stesso movimento serpeggiante. Ma quando fu il momento di Giulio accadde quello che tutti avevamo temuto, e quel ciccione si incastrò nella rete come il salame che non era altro.
Dovemmo aspettare tutta la notte, finché non si fu del tutto liberato dal peso e dall'aria che gli si erano accumulati nella pancia dopo tutte le costolette e i fagioli che aveva mangiato.

#1947

Cori aveva appena baciato quello nuovo, quindi non c'era più ragione che restassi anch'io a far finta di divertirmi tra le onde. Mi misi allora in ginocchio, inerme, e lasciai che la prima si infrangesse sul mio corpo, che la seconda lo spostasse, e che la terza lo voltasse verso la spiaggia, e poi me ne tornai sul bagnasciuga dagli altri, le mie membra a disposizione per il resto della classe, bianche, morbide braccia di ragazzine burrose e acerbe pronte ad accogliermi.
Il professore si era intanto sfilato dalla manica una lunga molla (immaginai che servisse a tener su un qualche tipo di reggiseno per quelle sue enormi mammelle) e si preparava a punire i sediziosi.
"Il primo sarai tu" mi disse tendendo lo strumento di tortura.
"Ma io non ho fatto nulla," mi giustificai. "Non li ho nemmeno toccati."
Forse che il mio peccato era stato proprio quello?

20181123

#1946

Dal punto di vista del paesaggio le due rive erano essenzialmente uguali. Ma se volevo raccontare quello che davvero mi interessava, allora dovevo restare da questa parte del fiume. Arrivato a metà del ponte scattai qualche altra fotografia di poco valore e tornai indietro.

#1945

Gestisce un negozietto di articoli per le feste: palloncini, maschere, candeline e tutto il necessario, in un'attività stipata di colori, glitter e facce di cartoni animati sorridenti. Ma è la persona più incazzata del mondo: si aggira sbuffando tra tovaglie a fantasia e lingue di Menelik o staziona annoiato dietro al bancone, e quando qualcuno compra finalmente qualcosa, specie se è un articolo di poco conto, lo guarda disgustato e preme i tasti della cassa con pesante delusione, come se si fosse aspettato di diventare ricco proprio quel giorno ma qualcuno avesse ancora una volta inspiegabilmente infranto tutti i suoi sogni.

#1944

Allo stesso modo in cui, come tutti sanno (o dovrebbero sapere), sciacquare bene i piatti è altrettanto se non più importante che lavarli, così ogni volta che nella storia si è ritenuto giustamente necessario fare "giustizia", sarebbe stato bene proseguire con un'accurata revisione etica, perché i residui della precedente operazione non restassero attaccati alla società appena mondata, invisibili ma velenosi.

#1943

È sempre così: si prende una cosa antica, usata bene, invecchiata meglio, la si prende e la si torna ad usare, probabilmente con attenzione, magari anche con amore, e la si consuma, più che in passato, la si rovina, tanto che sembra che la si sia recuperata proprio e solo per questo scopo, per decretarne l'ultima fine.
Indumenti tessuti con cura, destinati a durare, fatti per l'uomo senza mezzi, che li ha indossati con rispetto, ora diventano in un attimo stracci e pezze, oggetti privi di valore e ormai da buttare, o alla meglio pronti per i cassonetti gialli.

Così, allo stesso modo, si prende qualcosa di vivo, diciamo una pianta (ma vale anche per un animale, per non parlare di un essere umano) e la si vuole per sé, la si usa contro natura, la si riempie di quel che si pensa sia amore, fino a inondarla e soffocarla a un tempo. Impauriti dal proprio eccesso di zelo, allora la si fa asciugare, la si prosciuga fino ad essiccarla, e alla fine non si sa più cosa fare: troppo amore? Troppo poco? La si lascia crescere per conto suo, sperando nell'autosufficienza, puntando sull'indipendenza, confidando nella tanto decantata resilienza, e quella si ammala per mancanaza di attenzione.Cosa rimane poi? Tornare ad amarla, certo, ma quanto? Qual è il limite? Come si evita di sopraffarla, seppellirla?
Le foglie prima verdi, ora irrancidiscono marroni. Le radici prima deboli e poi forti, ora sono fradice. Non aveva più senso lasciare la pianta nel vivaio? Non sarebbe meglio che crescesse solo in un bosco?

E adesso la quercia piantata per la nascita del futuro signore della casa è improvvisamente impallidita, e come di fronte a un evento spaventoso incanutiscono d'un tratto i capelli di un uomo nel fiore degli anni, così da una notte all'altra l'alberello ha mutato il colore delle sue foglie, tanto da apparire fin da lontano, ad essere fatalisti, come un presagio di sventura.

#1942

L'elastico. Senza dubbio è l'elastico la più grande invenzione della storia.

20181122

#1941

Qualche anno dopo aver iniziato a viaggiare—per lavoro o piacere che fosse—Janis Skujins si rese conto che cominciava a confondere i luoghi che aveva visitato.
Una chiesa in legno diventava un'altra chiesa, che magari di legno aveva solo le panche, e quella strada gli sembrava quell'altra strada, che forse aveva visto in quell'altra città.
In generale, ogni luogo gliene ricordava almeno un altro, lontano nel tempo e nello spazio, mentre ancora gli restavano ignoti alcuni angoli della propria casa, che di recente aveva visitato pochissimo.

#1940 (Elegia Estone)

1.
Appena usciti dalla cartolina, in basso a destra, c'è un'altra Tallin, che profuma di aneto, finocchietto selvatico e carvi, dove i cetriolini non sono stati ancora curati e vecchie babushke vendono calzini, sciarpe e cappelli fatti a mano lungo i marciapiedi fuori dall'austero e malandato edificio del mercato sovietico. È un'Estonia russofona, messa in disparte, coi vestiti a fiori e i capelli fushsia, che scrive in cirillico preghiere ortodosse e mette in mostra finferli, frutti di bosco, mele dell'orto e angurie aperte in due.

2.
A nord della cartolina, passato il vecchio valico delle Nazioni Unite, si accede a quelal che fu la Zona, russa anch'essa, dove la tetra area di prigionia usata prima dai nazisti e poi dai sovietici è separata dal Baltico da una cortina di fil di ferro. La famiglie vengono a fare il bagno qui, nell'ultima risorsa che è anche l'ultimo resort, le banchine crollate, i capelli di ferro che vengono fuori dal cemento urlando arrugginiti verso il cielo d'afa.

3.
Abbandonata e decrepita piattaforma di atterraggio di una gloria seppellita, sprofondata, ormai affondata, è il punto sfocato in cui la mania di grandezza dei dirigenti di partito ha partorito un monumento al socialismo di cemento, concreta cultura a contrasto della coetanea soft culture, contraria punto per punto al punto che alle domande sulle ultime vestigia del passato la signorina dell'ufficio turistico risponde contrariata, come a stupirsi che non ci sia nulla di meglio da vedere di quei residuati cui la moderna Estonia non concede nemmeno la pietà dell'abbattimento e riserva invece l'incuria del tempo che passa inesorabile per tutti.

4.
Molto in alto a destra della cartolina si replica col memoriale ai caduti del 1918, quelli dalla parte sbagliata della guerra, ora lasciato a disgregarsi come vendetta perfetta di un popolo che preferisce l'oblio degli anni alle spese di smantellamento. Il popolo che ha barattato la gentilezza e l'ospitalità col sospetto e la freddezza di una nazione due volte tradita, se non tre.

5.
È il cuore della cartolina, la parte più dolce, meno russa, più orgogliosamente folk, vestita in abiti tradizionali, stampata a mano con torchi di legno, come è giusto che una cartolina sia. Dicono che l'acqua sia potabile, anche se ha lo stesso strano sapore del resto della città, ma ci si fa un pane buonissimo, da mangiare fritto nel burro e salato per accompagnare carne d'alce, omelette di funghi, paté di coniglio, torte di formaggio blu, e birre scure del colore di un paese vecchio, che nessuna cartolina può più evocare.

6.
Al mattino i dolci sono relegati a un'ora ancora da venire, inoltrata, solo per turisti, mentre nelle stazioni degli autobus c'è spazio solo per caffè, uova, pancetta, panna acida e salsa di mirtilli, unoca concessione agli zuccheri. (O è forse passata di barbabietola?).

20181113

#1939

Accortisi di essere sotto osservazione, il toro e il gallo reagirono nell'unico modo in cui mai si vorrebbe che gli animali reagissero: ci fissarono per un attimo infastiditi, e poi ci caricarono.

#1938

Solo quando iniziammo casualmente a scattare col flash ci rendemmo conto che quegli strani ammassi che spuntavano dal suolo erano resti di persone sepolte alla meno peggio. Circondati dagli oggetti che avevano usato fino a un attimo prima di venire falciate, avevano ancora addosso le divise dentro cui erano morte, le carcasse a metà strada tra la tomba e il cielo. Stavamo camminando in un immenso cimitero.

20180908

#1937

Quando si erano fidanzati lui era un ottimo partito.
Ora è solo un quarantenne disoccupato, stessa scheda anagrafica di certi sociopatici in incognito che finiscono sul giornale per aver ammazzato moglie e figli o aver sparato a un immigrato.

20180801

#1936

Per fortuna eravamo al primo piano, così potemmo scappare dal balcone. Ci accolse la strada intasata: bloccata nel traffico la città impazzita non sapeva più dove riparare. Da allora non facciamo che spostarci di casa in casa in cerca di cibo e oggetti utili, a volte saltando da un tetto all'altro ed entrando dai piani più alti perché sappiamo che a loro piace restare quanto più possibile vicini al suolo. Da un certo punto in giù sono ovunque, e il peggio è che non si distinguono dalle persone normali. Temiamo tutti per il nostro cervello, ma a volte ci assale lo sconforto e preferiremmo quasi che ce lo succhiassero via come hanno fatto con tutti gli altri.

20180731

#1935

Ci sono persone che credono in Dio ma fanno le cose più orribili, e non credenti che invece vivono in modo esemplare. Non è questa un prova che Dio non esiste? O forse del contrario?

20180730

#1934

Istruttore di nuoto, ladro, spia, sindaco, servo del Re d'Inghilterra, signore che vende gli occhiali, fioraio, spazzacamino, campione di Moto Guzzi, virus, scienziato pazzo. Questi alcuni dei più interessanti lavori che la mia piccola amica Viola (che poi mi ha chiesto cosa facciano esattamente il ladro e la spia) ha gentilmente pensato per me e per il mio futuro prossimo.

20180721

#1933

La preda era ormai lontana, e a quel punto decisero di tornare indietro: la residenza offriva tutti i comfort della sicurezza tribale e dell'estetica borghese, un perfetto connubio scozzese.

20180720

#1932 (Wódka Szymborska #16)

Ogni mattina
spazzolino, rasoio, allume,
e dopobarba balsamico per pelli sensibili.

Ogni sera
scovolino, spazzolino, collutorio,
e acqua termale per il naso irritato.

Le piccole, buone abitudini
che mi tengono ancorato
alla civiltà.

Ma siamo certi
che ciò che consideriamo un sostegno
non sia invece un peso?

Un'ancora, per l'appunto,
che ci blocca nella nostra
mesta condizione umana?

20180717

#1931

Vorrei ringraziare David, Tina, Chris, Jerry, Brian, Neil, Georgia, Chris, James, Thom e Johnny per essermi stati vicino e avermi sostenuto in questo periodo difficile. Mi auguri di no, ma potrebbero seguire giorni ancora peggiori, quindi non pensate di averla scampata.

20180715

#1930

L'ansia è un'enorme carpa di tre colori che si aggira sotto il pavimento.
Bianca e arancio con fasce nere simili a bruciature, la vediamo attraverso le parti trasparenti del ghiaccio nuotare suadente e minacciosa, l'incarnazione della nostra precarietà.
Viviamo in una casa pronta all'incendio, il volto del male stampato a fuoco nel muro come una presa di corrente dopo un cortocircuito. Ma questo lo so solo io.

20180712

#1928

Ok, questo nuovo sofisticatissimo soffione per doccia utilizza solo il 50% dell'acqua, con conseguente risparmio economico e sollievo per l'ambiente. Ma se per lavarmi ci metto il doppio del tempo, qual è il punto?

20180709

#1927

I nemici, quelli pensava che sarebbero potuti arrivare da fuori, da lontano, con vanghe e ruspe e betoniere, ad abbattere il suo albero e tutti quelli intorno per trasformare quell'angolo di verde nell'ennesimo tassello di asfalto cittadino. Non si aspettava certo che fossero già lì, dietro di lui, tutt'attorno, gli stessi che quel giardino l'avevano creato e che dicevano di difenderlo. Né che sarebbe successo così presto, praticamente ora.

20180705

#1926

This is a small step for mankind but a great leap for this man

20180704

#1925

Lo capiva solo adesso: voleva far parte di quelle fotografie. Voleva diventare anche lui un personaggio, se non un protagonista, di quelle foto dei giorni andati, in cui lei sorrideva di un sorriso così naturale e sincero. Voleva abitare il suo passato in modo da essere automaticamente parte dei suoi ricordi, una presenza fissa in quelle scene di allegria e serenità, per avere una possibile risposta al dubbio di essere anche lui tra i motivi della sua felicità.

20180702

#1924

Mi colpiva, anche se non mi stupiva, che mio padre si vergognasse della sua vecchiaia. Dopo una vita spesa a fare del suo corpo un tempio, ora la sia fede stava venendo inesorabilmente a mancare, la sua chiesa stava rapidamente crollando, la roccia su cui era stata costruita ormai ridotta a un sasso buono solo—ad averne ancora la forza—per essere lanciato lontano.
Mentre girava per casa seminudo—l'imbarazzo per il suo fisico cadente superato solo dalla totale disillusione—mi chiedevo se sarebbe stato lo stesso per me, quando fosse venuto il mio tempo: se, come pio padre in questo momento, sarei andato in giro per le stanze del mio passato davanti agli occhi di mio figlio alla ricerca di qualcosa che immaginavo perduto.
"Questo è il mio cuscino," disse infine con aria trionfante, dopo avermi sottratto quel che stava cercando.
Anche se ero steso a letto, lo fissai da una posizione di scomoda superiorità.
"Me l'avevi prestato per la mia cervicale," gli ricordai.
Era delusione, quella che vidi sul suo volto? O una forma di sollievo?

#1923

La perdita dava direttamente nella mia camera, il flusso d'acqua che arrivava dal soffitto sempre più deciso e incontenibile. Ma che dovessi svegliarmi la notte col materasso bagnato e sospeso come una zattera nel delirio dell'emergenza era una cosa che non avrei creduto possibile.
E la cosa peggiore è che mio padre faceva finta di nulla: mentre urlavo con voce roca che avevo bisogno di dormire e che doveva fare qualcosa, lui continuava tranquillamente a radersi davanti allo specchio del bagno, pingue e già vestito col completo buono.
"Dormirai quando sarai morto," mi disse con la sua solita flemma.
E dato che era ormai mattina, riuscì anche nella poco ardua impresa di farmi sentire in colpa.

20180625

#1922

I suoi animali guida—tipo balene e orsi—erano tutti grandi e intelligenti. Pensava forse di non essere né l'una né l'altra cosa?

#1921

Martin Parr ha la faccia del tipico fotografo di provincia inglese, ma anche quella del tipico allenatore dilettante inglese. Così, benché fosse venuto a mangiare nel mio ristorante, decisi di far finta di non riconoscerlo, di lasciare che spazzolasse il suo piatto, pagasse il conto e se ne andasse.

20180621

#1920

Il primo colpo era andato a meraviglia: le monete antiche recuperate da quel relitto erano tante e tali che alla fine dell'operazione—comprensiva di travestimento, occultamento e insabbiamento—avevo addirittura deciso di inviarne un paio al commissario che avrebbe dovuto seguire il caso (se mai si fosse accorto che c'era un caso da seguire).
Ma questa generosità non fu di nessun effetto sul karma del colpo successivo: quel che poteva andare storto così fece, senza che ne capissimo nemmeno bene il perché e il percome.
Cos'è che non aveva funzionato? Come previsto la statua era lì, era piena d'oro, la porta sul retro era aperta, ma tutto il resto era fuori posto o fuori tempo. Scappare a piedi sui tetti inseguito dalla polizia era una cosa che non solo non doveva accadere, ma che non mi accadeva da anni.
Quando arrivai davanti all'ultimo salto capii che ero fuori allenamento. Fu davvero una fortuna insperata (il buon karma, finalmente?) che l'agente che mi stava dietro fosse vecchio, sovrappeso e disilluso almeno quanto me.
Di una promozione appena prima della pensione se ne faceva poco o nulla, disse, era i soldi che voleva, e tanti. Non sapevo cosa ne fosse stato degli altri e glielo dissi, ma quel che potevo promettergli era che se tutto fosse finito come doveva, lui sarebbe stato ricompensato di conseguenza.
Mi fissò con la rassegnazione negli occhi. Ma il salto tra i due palazzi, quello dovevo farlo ugualmente.

20180613

#1919

Continuava a dire che se ne sarebbe andato, lo faceva col tono di una minaccia, ma forse pensava anche che l'unico a essere in pericolo era proprio lui. Allora lo diceva a voce ancora più alta, con fervore, quasi volesse convincere più se stesso che chiunque altro, come se ad urlarlo potesse fingere che l'avesse detto qualcun altro, più maturo, più sicuro, qualcuno di cui si fidava, qualcuno col potere di vedere nel futuro e di tornare con buone notizie per lui.

#1918

Cominciò a girare una voce, nel condominio, sull'inquilino del quarto piano: che fosse lui l'esecutore della musica che ascoltava compulsivamente a ogni ora del giorno e spesso anche della notte. Forse addirittura l'autore. (Erano composizioni per chitarra classica che nessuno aveva mai sentito prima—non che fossimo tutti esperti, ma almeno Shazam ne sapeva quanto noi, ovvero nulla).
In questo scenario fantastico, anche la cicatrice sulla fronte prendeva un significato inaspettato e affascinante: era ovviamente il segno lasciato dalla pesante custodia del suo strumento quella volta che gli era caduta in testa dal ripiano dove la teneva per ripararla dalle involontarie attenzioni della donna delle pulizie. Era per questo che aveva perso la capacità di suonare, il trauma si era portato via ogni talento, ogni memoria di tutto il suo sapere musicale. Ma non il piacere dell'ascolto, divenuto ormai nostalgia tremenda, terribile ossessione.

20180611

#1917 (Wódka Szymborska #15)

Il commesso viaggiatore
di origine indiana
cerca rifugio nel mega store
alla ricerca di una soluzione
al suo problema.
La trova in  un deodorante spray
specifico per i piedi,
che usa di soppiatto
e rimette poi a posto
guardandosi attorno
sperando di non essere notato.
Ora io mio chiedo:
perché personaggi di tal fatta,
impegnati in cotali magagne,
devono venire nottetempo
a trovarmi nei miei sogni?
Da dove arrivano?
Cosa vogliono da me?
Perché devo assistere
alle loro vicende grame?
Perché fargli da testimone,
forse complice onirico?
Che se la vedano da sé,
che popolino il sonno
di qualcun altro
e mi rendano indietro il mio,
che ha già i suoi problemi,
che nessuno vuol risolvere,
di notte o giorno che sia.

20180608

#1916

Doveva essere solo uno scherzo. Proprio così.
Le ragazze erano rimaste nascoste in agguato dietro il canneto mentre i ragazzi si preparavano a tornare al molo. L'attacco scattò improvviso e rumoroso, e mentre sollevando spruzzi e risate le ragazze correvano quasi a pelo d'acqua con la leggerezza dell'età, i ragazzi si rimisero ai remi e tentarono una fuga disperata. L'arrembaggio era però ormai inevitabile, e alla fine il controllo della lunga canoa passò di mano.
Poi non li vedemmo più, e come avvenne la tragedia è piuttosto un mistero, perché quelli che tornarono non furono mai capaci di parlarne con chiarezza. Si sa solo che fu coinvolta un'altra barca, un affare di vele e cime, di corde che si svolsero e riavvolsero attorno all'una e all'altra imbarcazione, di remi che così imbragati strozzarono la ragazza che aveva preso posto in fondo, di corde che si trasformarono in nodi scorsoi tra i quali, sotto gli occhi del figlio—che gli tenne la mano fino alla fine, in cerca di reazioni—, trovò la morte il pescatore indiano che per vent'anni aveva fino ad allora governato l'altro naviglio.

20180604

#1915

Jason Priestley si presenta al provino in ritardo, forse anche ubriaco o fatto, indossando un completo grigio con un assurdo pattern di frasi corsive stampate in rosso.
Dopo aver importunato quanto basta un'assistente della costumista, è la volta di Steven in persona.
"Ho fatto questo sogno," gli dice senza presentarsi né lasciargli il tempo di parlare, e come se non bastasse mettendogli una mano sulla spalla—cosa che Steven sopporta a mala pena, "in cui attraverso l'acqua cristallina di questo arcipelago si capiva che tutte le isole non erano altro che le cime di immense montagne sommerse—come poi è davvero—ma pronte a riemergere a causa degli sconvolgimenti climatici. Capisci?"
Steven continuava a fissarlo perché gli era stato raccomandato, ma si vedeva che aveva la testa altrove e che quell'incontro era diventato per lui un'irreversibile perdita di tempo.
"Un film!" stava intanto continuando a sbraitare Jason. "Un film perfetto, di quelli che si girano da soli..."

20180601

#1914

Quest'allergia mi costava esattamente un euro al giorno, ma la recente svolta per evitare l'assuefazione mi costa anche di più.

20180524

#1913

Ah, che tempi grami furono quelli! Ancora adesso mi tornano in mente con un brivido: il buio, la solitudine, il freddo di quel periodo. Soprattutto la solitudine, la certezza di essere stato abbandonato e, peggio, la consapevolezza di non essere capito, di non poter condividere la mia desolazione. E poi il lungo smarrimento che ne seguì: sono stati i trenta secondi peggiori della mia vita. Ci ho messo un sacco a riprendermi, ma ormai sono passati tanti minuti, mamma è di nuovo qui, sento l'odore del suo seno e ho già un leggero languorino...

20180523

#1912 (Wódka Szymborska #14)

Quand'ero bambino avrei voluto 
essere già adolescente, 
da adolescente mi sentivo 
già adulto, 
da adulto fingevo 
di essere già vecchio, 
da vecchio non aspettavo 
che essere già morto, 
e se ora potessi 
non dico desiderare 
ma almeno provare 
qualcosa, 
mi basterebbe 
essere vivo.

20180522

#1911

E ricordo che al giardino si accedeva tramite un lugubre cancello, e che la strada serpeggiante portava a una palude, in mezzo alla quale stava un'isola con sopra una statua, che ritraeva una madre e un figlio pallidi nella morte di pietra, lei pietosa, lui già rassegnato a entrare nella tomba, che lo aspettava già aperta lì a pochi passi.

20180516

#1910

Arrivammo in paese fingendoci turisti a cavallo, gli animali tirati con la corda dalla nostra guida. Ma quando la polizia finalmente ci fermò, eri tu la guida, e il turista un poco di buono raccolto chissà dove.
Quando l'agente gli chiese di scendere tu eri già dietro di lui, la canna dietro la sua nuca, il che lo costrinse a rabbrividire.
Il vagabondo si beccò una pallottola, i gendarmi altre due, e mentre cercavamo riparo la gente del posto seduta in piazzetta al riparo dal sole ci fissava facendosi ombra con le mani. A una donna scellerata venne in mente di sparare, ma tu fosti più veloce e tenendola sotto tiro la persuadesti a ragionare.
Ora avevamo quattro pistole e quattro cavalli.
Come un enorme coniglio bianco rimesso a terra in libertà, la città vide il pericolo riflesso nella paura degli altri animali, e cominciò a tremare. Benché fossimo solo gli attori di una triste commedia, ci rendemmo conto che stavamo vivendo la stessa scena da due punti che si incontrano.

20180515

#1909 (Wódka Szymborska #13)

"È un concerto?"
"No, una tavola di cioccolato."

Con chi potrei avere
una conversazione più surreale?

"Hanno attaccato la Siria"
ma io penso ancora alla musica.

Per chi potrei confondere
il terrore con la magia?

Sarà il tempo, 
la pressione bassa.

Sarà che dormo poco 
e vado spesso al bagno.

Sarà che sogno troppo,
e mai qualcuno che conosco.

Sarà questa dieta,
la mancanza di carboidrati.

Certo è che vivo
con la testa per aria.

I piedi non sempre
piantati a terra.

Sarà quest'allergia,
l'eterno ritorno della pollinazione?

È l'effetto che mi fai
o è solo il cambio di stagione?

20180513

#1908 (Wódka Szymborska #12)

Tutto il necessario è un compasso,
il più semplice possibile, grazie,
per disegnare semplici mondi,
e una squadra piccolissima, così,
per misurare piccolissimi passi,
e quaderni colorati, quelli lassù,
per appuntare desideri nero su bianco,
e buste bianche, almeno quaranta,
per spedire inviti al dialogo.
La logica sembra sempre sufficiente
ma alla fine si riduce in niente.