20171113

#1806

Si affaccia dalla terrazza sulla città piatta e poco illuminata.
"L'Austria è il paese ideale per una guerra."

20171109

#1805

Per esempio, ogni volta che le capitava di ascoltare un bravo di musica lirica, a un certo punto con voce acuta e piena cominciava invariabilmente a cantare "Triiiiiiiiiiiiistaaaaan".

#1804

I miei si sono impossessati del balcone che fu un tempo esclusiva proprietà dei miei pomeriggi solitari, e hanno eretto una prigione vegetale: altissimi cactus solidi e diritti come sbarre di una gabbia quasi raggiungono il soffitto impedendo alla luce, un tempo così preziosa, di toccare il condannato.
Eppure è così bello starsene qui, a vedere il giorno filtrare tra le piante fino al tramonto.

20171108

#1803

Avendo perso la fermata a causa della mia abitudine di leggere in pullman, mi ritrovai al capolinea.
Fu lì che conobbi Mario: di mezza età, con  un principio di pancetta ma ancora muscoloso, capelli di un nero irreale e catenazza d'oro sul petto peloso, al comando della sua 127 verde pisello si offriva di riportare le persone in città da quella piazza spersa nella controra provinciale. Non sapevo ancora cosa mi aspettava.
Salimmo in cinque, e mi ritrovai sul sedile posteriore stretto tra due sciure imbacuccate, coperto anch'io come loro dal mio fedele plaid, mentre Mario teneva il finestrino abbassato e sfoggiava una polo aperta sul largo collo.
Fare un giro con Mario voleva dire arrivare a destinazione solo dopo una lunga digressione nell'ignoto. L'ignoto e la nostra campagna, e la nostra periferia, piene di segreti sparsi al sole; pievi in mezzo al nulla, treni carichi di oggetti non identificabili, campanili nella lontananza di fabbriche abbandonate... Improvvisamente tornare a casa non sembrava non solo l'unica opzione possibile, ma nemmeno la migliore.

20171107

#1802

Non sono nemmeno le nove e mezzo e ho già bevuto un tè e due caffè.
L'uomo al bancone accanto a me ordina un corretto, e uno dei poliziotti dietro di noi parla all'altro di quello che definisce "il mio attivismo".
Il bagno è al piano di sopra, dopo due rampe di scale in legno dalle balaustre in ferro battuto e smaltato, come in un transatlantico del secolo passato. È un bagno piccolo e sporco, e manca la carta igienica. Ci sono poche cose che odio quanto un cesso pubblico senza carta igienica. Un cesso in queste condizioni equivale a non avere un cesso.
Mentre ridiscendo le scale indosso la maschera della Morte, e avanzo poi in mezzo agli astanti per mostrargli il loro destino del giorno: non hanno ancora capito di essere già tutti all'altro mondo.

20171106

#1801

Sua madre pensava che fossi frocio solo perché leggevo Stephen King e non avevo ancora convinto Erica ad avere un figlio.
Ma non mi aveva mai visto, la mattina, quando nella mia Mini Minor ingaggiavo battaglia con le altre auto che dovevano uscire dai garage e, una copia di IT accanto alla leva del cambio, ne superavo un paio in curva prima della lunga salita finale.

20171103

#1800

Una zanzara a fine ottobre?!
Ridotto all'isteria per colpa della maledetta bestiaccia notturna fuori stagione, si coprì la testa col cuscino, solo per scoprire che il ronzio era ormai dentro la sua testa, che il mostro malvagio poteva ormai colpirlo anche dall'interno.

20171102

#1799

Chiunque, a meno che non sia un parente accecato dall'orgoglio o un amico che non si comporta da vero amico, sarà pronto a confermarti che la tua non è arte, e che dovresti metterla da parte.

20171031

#1798

La mattina aveva conosciuto Lee Friedlander, la sera l'aveva passata a stirarsi le camicie.
Così è la vita, pensò Anton Zara.

20171030

#1797 (to L.F.)

"Part of my dreams have come true."
"Don't be so sure, don't be so sure..."

20171027

#1796

E se Greta non fosse il nome di una donna, come da ragazzino pensavo di aver visto inciso sul muro accanto al mio letto d'affanno, ma il fiume di cui leggo solo ora, anni e anni dopo?
Se il destino non fosse quello che credevo scritto sulla superficie della parete, ma una serie di coordinate rintracciabili solo nel disegno di una mappa?

20171025

#1795

Parlavamo di lui, ricordi?
Gli avevi anche già dato un nome, battesimo senza chiesa, ed eravamo già sposati, matrimonio senza Dio, nel nostro letto, prima che la tempesta si abbattesse sulla tua nuca e che tu, muscoli irrigiditi contro il vento, diventassi una pietra impossibile da scalfire.
Su quella pietra costruiremo la nostra stabilità, che durerà anche se la pietra comincerà a rotolare e dimora fissa più non avrà.

#1794

Eccoci ancora qui, come mille anni fa in un'altra città, a contenderci gelosi l'attenzione dei nostri vecchi, bambini ritrovati.

20171022

#1793

Era ancora possibile, dunque, commuoversi per un replicante?
La morte—non il ritiro, perché di morte si trattava—era ancora qualcosa che mi colpiva a tal punto? Era forse dalla consapevolezza dei loro sentimenti, del resto, chiari e distinti in punto di morte, che derivava un'altra consapevolezza: quella che fossero capaci, e dunque degni, d'amore?

20171021

#1792

Hanno prodotto un figlio che dalla vita vuole di più della versione standard, più di un posto fisso, una casa, un'auto, una moglie, dei figli e vacanze al mare con la famiglia, e ora fanno fatica ad averci a che fare, a volte non lo capiscono, in qualche caso perfino ne sorridono, come se sapessero qualcosa che lui non arriverà mai a comprendere.

20171020

#1791

Paese che vai, paese che torni

20171019

#1790

Wishing your parents' death
is not a pleasant thing to do
but it happens, sometimes,
and will happen to you, too.

20171018

#1789

Questa storia che qualcuno possa usare come suoneria del telefono la stessa melodia che io uso come sveglia mi disorienta e destabilizza. Che ora è? Sono in metro o ancora a casa? C'è qualcuno che dorme tra i sedili di questa carrozza?

20171017

#1788

E la cassa della sua chitarra era ricoperta di un tessuto jeans. Una versione low profile di quella di Buddy Holly.

20171016

#1787

Imboccare la minuscola testa calva, vagamente cianotica, è sempre difficile.
Convincerla a vomitare praticamente impossibile.
Salvo esagerare e, il dito infilato in fondo alla lingua, rischiare di soffocarla.

20171014

#1786

Nei sogni non ho peso e non soffro di vertigini.
Me ne rendo conto ogni volta che, dovendo fuggire dalla solita forza malefica che dal mio appartamento mi insegue invisibile e silenziosa, esco sul balcone e da lì mi calo giù dai piani alti appendendomi alle ringhiere e lasciandomi cadere dai fili del bucato per poi rientrare da una finestra aperta nell'appartamento di sotto.
Uscendo dalla porta d'entrata sul pianerottolo e facendo le scale, finisco di solito nelle cantine, da dove sbuco nel cortile attraversato il quale, e superando vari muretti, mi ritrovo infine nell'edificio accanto, svegliandomi sempre appena prima di essere raggiunto.

20171013

#1785

Il film parla di una mosca che nasce e cresce in una mela, ma la cui storia—imprevedibilmente lunga—s'intreccia e interferisce in modo divertente con la nostra.
In una scena, per esempio, infastidisce il pilota dell'Air Force One americano... È una specie di Forrest Gump in versione insetto.
Alla fine, grazie alla sua capacità di visione che le permette una percezione estremamente rallentata della realtà circostante—ma anche a una non meglio spiegata facoltà di premonizione e, forse, di viaggio temporale—riesce a salvare la vita di una famiglia in vacanza a bordo della loro auto, collegando il futuro incidente su un ponte lungo una strada secondaria col percorso di un camion sull'autostrada visto all'inizio del film.

20171012

#1784

Quando decisi affacciarmi dalla balconata della sala di controllo, la copertura dell'intero progetto saltò, e il professore si rivelò per quello che era davvero: si scompose allora in più piani verticali, sezioni sottili di se stesso che mi circondarono in un cerchio vorticante mentre la realtà sensibile che ci aveva accolti fino a un istante prima svanì in un grigio indistinto.
Le braccia di quello che era stato il direttore del programma di ricerca si trasformarono in lame taglienti, e prima di venire colpito io stesso riuscii a vedere il sangue dei miei colleghi schizzare fuori dai tagli orizzontali che fendevano il nulla nebuloso in cui erano rimasti avvolti scomparendo alla vista.
La mia ferita era profonda, e potei sentire la risata famelica del professore arrivare da qualche parte in mezzo a quella scena irrazionale, la base di una struttura metallica a forma di colonna rotante, il centro di tutta quella illusione.
Strisciai allora sotto al perno attorno a cui tutto girava e lo abbracciai con forza, come fosse un bambino che aveva bisogno di essere consolato dopo essere stato sgridato. E quando dopo lo sforzo inumano aprii gli occhi, mi ritrovai abbarbicato a un semplice ventilatore, le pale di plastica che rallentavano la loro corsa fino a fermarsi in un flebile sussulto d'aria.

20171011

#1783

Una biondina niente male con un abito di lana molto aderente avanza sul marciapiedi, le tette ballonzolanti in assenza di reggiseno ma non di gravità, le mutandine in rilievo sotto il tessuto rivelatore, la tessera dei mezzi pubblici portata a tracolla come unico ornamento.
Tre operai la seguono increduli da presso, parlando tra loro esaltati in una lingua che sulle prime non mi sembra nota, poi uno dice a un altro "che ridere mi hai fatto!"
All'edicola vendono la gabbia toracica 1:1 dello scheletro di un bambino, da montare col resto dei pezzi a puntate.
Un ubriaco parla tra sé ad alta voce in un idioma slavo e beve birra in lattina sui gradini dell'ospedale, lo fisso mentre gli passo accanto ma non sembra accorgersi di me, poi, quando mi volto a guardarlo, incrociamo per un attimo gli occhi.
Passa un ragazzo in bicicletta, tira su il muco nella gola rumorosamente, e lo sento poi sputare a terra qualche metro più in là.
Una ragazza aspetta la metro digitando sul suo smartphone e sembra molto bella, ma quando il treno arriva resta seduta senza nemmeno alzare lo sguardo.
Così è questa mattina in città.
E le mie dita sono come al solito imbrattate di inchiostro.

20171009

#1782

Pensare a John Cale mentre Nick Drake canta Northern Sky e scoprire in quel momento che i due hanno suonato assieme proprio in quell'album, proprio in quel pezzo.
Guardare un documentario su Lunch atop a Skyscraper (di, forse, Charles Ebbets) e ritrovarsi ad ascoltare Bob Dylan che canta I Pity the Poor Immigrant.
Sono certo coincidenze incredibili. Ma cosa fare quando Brian Turner scrive degli artificieri che corrono al British Museum per il sospetto di una bomba mentre sul sedile della metropolitana proprio qui accanto uno zainetto bello gonfio di chissà che cosa se ne sta incustodito e solitario in mezzo all'indifferenza generale?

20171003

#1781

Mangiare sgombro grigliato con le bacchette è un po' come affrontare il problema dal punto di vista di un uccello, le punte di legno come quelle di un becco che affonda nella pelle abbrustolita e nella carne scura alla ricerca del miglior modo per fare tutto a pezzi senza perderne nemmeno uno.

20171002

#1780

Di tutte le cose contenute nel capannone che avevamo requisito (ovvero l'unica struttura rimasta in piedi dopo che i nostri Apache erano passati a bombardare l'area per spianarci la strada), Boyd si attaccò morbosamente a uno pneumatico da corsa, uguale a quello che avrebbe voluto per la Ford Mustang che aveva lasciato a casa in un garage a nord di San Francisco. Lo abbracciava e ci versava sopra calde lacrime, implorandomi di poterlo tenere.
"Per quel che me ne importa," gli dissi "ma credo che sia forato."

20171001

#1779 (Elegia di Amsterdam)

Ho visto persone senza casco in motorino. Adulti, intendo. Senza casco. Sulla pista ciclabile.
Si insinuano a meno di 25 all'ora nel traffico di biciclette che qui ha la sua espressione più fluida e diversificata. L'olandese è l'anello di congiunzione tra l'attuale stadio di compimento dell'essere umano e un nuovo livello, dove il bipede diventa biciclide. O altrimenti è un essere mitologico, metà uomo e metà bicicletta.
La metà uomo è spesso una donna, bella, bionda e con gli occhi azzurro fluo, le gambe fortificate dell'esercizio fisico e tese in perfetto equilibrio con la quantità sovrumana di burro quotidianamente assunta, non è chiaro se nasce prima l'uovo o la gallina.
Ho visto le ore passare in attesa di un coffe-to-go, per non dire di una birra, la macchina organizzativa che ha fatto di questo popolo il congegno coloniale perfetto incepparsi nell'inesperienza di una nuova generazione di commercianti, hipster in camicia Arizona 2000, fermaglio texano al colletto, jeans chiari e stretti e stivali più lunghi del necessario, lo sguardo intontito sotto le sopracciglia troppo folte e l'apparecchio ai denti. O la maglietta a righe da marinaretta fuorimoda e i pantaloni a zampa da pronipote dei fiori.
Ho visto tassisti di ogni provenienza, tutti nati qui ma con le radici sprofondate in qualche cultura molto lontana, esotica ma non troppo, a portata di frusta. La stessa auto, ibrida, scura e col tettuccio trasparente sotto al cielo non sempre clemente.
Ho visto il tempo cambiare repentinamente, ed è dir niente.
Ho visto gente in t-shirt mentre l'umidità saliva dai prati al tramonto del sole, bambini attraversare la strada da soli, giocare a cricket, andare immancabilmente in bicicletta, spesso da soli, niente genitori in vista, non solo nei parchi.
Ho visto conigli venire fuori dalla notte, gli occhi pacifici un lampo improvvisamente pazzoide sotto al flash del mio smartphone incredulo.
Ho visto anatre zampettare impunemente tra le gambe dei tavoli di un ristorante, le gambe degli avventori incrociate al loro posto senza stupore.
Ho visto qualcosa che definirei un cormorano lanciarsi color cenere in una bassa planata sul canale nel buio che vige accanto ai ponti tra un lampione e l'altro.
Ho visto le piante crescere dove non dovrebbero, le case salire dove non potrebbero, le scale incunearsi tra colonne di mattoni di Delft e avventurarsi con sicurezza nordeuropea su per un'architettura contemporaneamente razionalista e ragionevole, a suo modo gotica, come la storia giustifica, ma in modo misteriosamente poco cupo, nonostante la supremazia della materia sulla preservazione del vuoto.
Ho visto strade trasformarsi in crocevia di vita, concedersi ad incontri casuali tra persone divise da molto meno di sei gradi di separazione, le coincidenze accumularsi sotto ai numeri civici e sui gradini all'esterno delle vetrine.
Ho visto vetrine esporre donne molto esposte, in tutti i sensi e al solo senso della vista, persa nell'offerta e offesa di riflesso, e luci rosse emanare bagliori poco equivoci su corpi fantastici che si muovono in cerchi poco fantasiosi e lasciano poco alla fantasia e molto da pensare a una ragione che si professa critica e poco pura e che lotta ogni giorno con la morale, con l'etica di una maturità forse troppo occidentale.
Ho visto persone vestite di rosso darsi da fare immobili come aiuto nel presunto bisogno alcolico, nella presunta caduta psicotropa, ma anche derise dagli stessi elementi destabilizzanti che cercavano di stabilizzare.
Ho visto poliziotti molto calmi in situazioni apparentemente poco calme, apparire in coppia e passeggiare come amici in linea retta sul discrimine tra normalità ed eccezionalità, tra sicurezza e pericolo, sapendone chiaramente più di me, valutando la situazione, apparentemente giudicandola di effettiva calma.
Ho visto la concreta possibilità di un mondo senza moneta contante.

20170930

#1778

Ero in svergognato ritardo.
Tutti gli altri preti erano accalcati attorno alla porta della canonica, dove il Vescovo stava tenendo un non si sa quanto improvvisato discorso. Nelle ultime file si ridacchiava, qualcuno imitava la voce del prelato facendo con lo stesso tono monocorde l'elenco degli articoli per corrispondenza e relativi prezzi disponibili nel catalogo che ci veniva spedito ogni mese dai grandi magazzini che tutti sapevano appartenere al Vescovo stesso.

20170929

#1777

Quando arrivammo e scendemmo dall'auto, la bambina era già lì che ci aspettava nel grande spiazzo fangoso, e stava elencando le numerose attrattive della zona—malgrado non ce ne fosse nemmeno una in vista—con la sicurezza e la proprietà di linguaggio di una guida turistica.

20170928

#1776

Mi sveglia toccandomi una spalla senza chiamarmi per nome.
Quando apro gli occhi vedo che sta guardano sopra la mia spalla, fissando stupita e preoccupata—rapita, direi—la luce blu intermittente che proviene da qualche spazio oscuro in fondo alla stanza.

20170927

#1775

Non mi ero nemmeno accorto che stesse facendo il suo jogging mattutino che me la ritrovai faccia a terra ai piedi della discesa dove mi ero da poco trasferito coi miei genitori.
Avvicinandomi notai per prima cosa che aveva perso il reggiseno, e per capire come stava le poggiai il palmo della mano sulla schiena nuda proprio nel punto in cui doveva essersi trovato l'aggancio fino a un attimo prima.
Era cosciente, ma continuava a non muoversi.
"È la cosa peggiore che mi sia mai capitata," stava dicendo a bassa voce tra le lacrime.
Poi ci raggiunsero anche le sue amiche, tutte ragazzine tra i quindici e i sedici, e iniziarono a sfotterla mentre s'inginocchiavano attorno a noi.
Quando cominciò a riprendersi e provò ad alzarsi, non potei fare a meno di vedere quanto fosse bello il suo seno, già ben sviluppato e con larghi capezzoli rosa pallido un po' in rilievo. Allora prese a ridere anche lei, e a sfottere di rimando.
La preoccupazione principale della banda sembrava essere quella di trovare un bel costume per la sera, dato che "non possiamo certo presentarci in questo modo", e giù altre risate mentre tutte si aprivano e chiudevano velocemente le camiciole mostrando bagliori si seni adolescenziali e capezzoli eretti a totale beneficio del pezzo di idiota in paradiso che mi sentivo.

20170920

#1774

Dopo averlo preso sotto braccio, ci incamminammo verso le scale del grande edificio istituzionale.
"È una cosa che pochi insegnanti si premurano di spiegare, e che anzi troppo spesso censurano volutamente, ma parecchi di questi ricchi signorotti del passato remoto, per non dire nobili e regnanti che hanno fatto ognuno a suo modo la storia, amavano intrattenersi con sudditi dello stesso sesso, specie se poco più che bambini. E del resto se leggi con attenzione le date, diciamo tra le righe, ti renderai facilmente conto che al momento del matrimonio la maggior parte delle neo-regine non erano nemmeno adolescenti."

20170919

#1773

Lo incontrai la prima volta in un parcheggio. Aveva lasciato una delle sue famigerate poesie, scritta su un pannello di cartone in uno stampatello molto elegante, sul lunotto posteriore della mia auto.
Nonostante me ne avessero tutti parlato come uno sciroccato bislacco e pretenzioso a me sembrò sostanzialmente un tipo a posto.
I versi erano composti in prima persona da un alieno in visita sul pianeta terra, ed erano un ironico e divertente elenco di assurdità assortite, numeri iperbolici e neologismi composti, strutturati in voli pindarici tra pianeti e costellazioni, chimica e fisica, tematiche spaziali e argomenti molto più terreni.
Un verso recitava "[...] i miei simili, intelligenti come padri in attesa delle loro figlie di fronte alla scuola, molto fieri, no, fieri è sbagliato".
E lui era lì a fissarmi... fiero, avrei detto, se non avessi avuto timore di sbagliare.

20170918

#1772

La performance prevedeva che una delle due sorelle (allegra e matronesca nella veste di colori tradizionali, l'acconciatura a treccine) mettesse delle cuffie anti rumore all'altra (più bella, con la pelle leggermente più chiara e l'enorme chioma riccia). Perfettamente sorda, i capelli tirati su a raggiera felina, gli occhi verdi e trasparenti come smeraldi, il sorriso bianco, vitale e malizioso, alla bella etiope veniva poi chiesto di portare col piede il tempo di un ritmo immaginario, di guidare l'esecuzione inaudibile coi movimenti del suo corpo, una ciabattina decorata in oro che le spuntava dallo spacco della lunga veste floreale. Veniva poi il momento di parole e melodie, un canto a cappella da brividi. A quel punto un ragazzo che fino ad allora era sembrato niente più che un clochard steso su una panchina, iniziava a suonare un accompagnamento semplice e al contempo complesso con una chitarrina dal suono sorprendentemente caldo che aveva tirato fuori da chissà dove. Grazie all'orecchio assoluto, la cantante era già perfettamente intonata con la base offerta dalla chitarra, e la sorella che aveva fatto da spalla la circondava ora col suo abbraccio, la testa sul seno, restando poi in quella posizione per tutto il resto dell'esibizione.

20170917

#1771

A quanto pare, dunque, ne prendo atto, oggi si può essere una coppia adulta senza essere mai andati nemmeno una volta al cinema assieme.

20170916

#1770

Errori commessi durante la E.O. del 09–10/09/2017:
1. Non aver controllato i video di sicurezza prima di abbandonare la stazione scientifica.
2. Aver ricoperto di carta stagnola gli elefanti deputati al trasporto della carovana verso la zona urbana per ripararli dal sole del deserto.
3. Aver scelto solo armi bianche per contrastare gli attacchi dei felini mutanti.
4. Aver sottovalutato le capacità strategiche di gruppo dei felini mutanti.

20170915

#1769

Considerare a prescindere la musica classica un valore in sé e bollare tutto il resto come un male è un'idiozia bella e buona. Anche Barocco, Romanticismo e Neoclassicismo, per dire, avevano i loro brani furbo-pop, commerciali, ammiccanti, sdolcinati, banali, derivativi, semplicemente malfatti, e come tali andrebbero giudicati anche oggi. La patina del tempo non rende necessariamente migliori le cose del passato, anzi spesso le ammanta di un'aura di falsa bellezza che, come una coltre di polvere centenaria, nasconde pecche e brutture altrimenti evidenti e che non possono essere cancellate.

20170914

#1768

A furia di scappare aveva finito per dimenticare una volta per tutte la strada di casa—che da tempo non era comunque più un luogo sicuro in cui tornare. Casa era ormai la strada percorsa, le scorciatoie prese per ingannare i suoi inseguitori, i nascondigli usati per sfuggire ai suoi persecutori.

20170913

#1767

Agli stronzi in auto che quando non si fermano sulle strisce si scusano col passante di turno senza quasi nemmeno rallentare, forse preferisco quelli che tirano impassibili diritto, almeno sono coerenti con la loro perfetta inciviltà.

20170912

#1766

They used to say
One would only meet the devil at a crossroad

But Devil is my tailor
I've seen her mending my trousers

Devil is my tailor
she's a woman and chinese, by the way

20170911

#1765

Quando uno è una testa di cazzo lo è sempre, pienamente, senza compromessi.

20170908

#1764

Attorno al piccolo lago (di origine ovviamente vulcanica) una via portava alla ragazza che si fingeva una guida dell'oasi ma che in realtà viveva da mesi in un'auto di piccola cilindrata, e un'altra alle rivelazioni, oscure ma pur sempre rivelazioni. Ma a cosa serve la verità quando si può avere un sorriso così bello, un'illusione così reale?

#1763

Era convinto che le sue regole lo aiutassero a vivere meglio, ma era piuttosto vero il contrario: infrangere quelle regole l'avrebbe fatto stare così male da non riuscire nemmeno ad ammettere di avere un problema.

20170907

#1762

She was too good to be true
Se was too nice to be wise
She was too hot to be not
Just a dream I happen'd to have

20170906

#1761 (a P.C.)

Tante, fin troppe cose da fare una volta tornati a casa, questa casa che cade a pezzi e necessiterebbe rinnovi se non l'evacuazione. Ma non c'è nulla che tenga il confronto con questa libertà, una parola troppo grande per una casa così piccola, per una famiglia ancora così poco numerosa, eppure l'unica che si addica, benché in definitiva indefinibile.

20170905

#1760

Tu sei la mia dolcezza
Io sono la tua bellezza
Ti ho scelto, mio malgrado
Mi hai voluto, malgrado me
Che farei senza di te?
Chi saresti senza di me?

20170904

#1759

Non mi stupiva la risoluzione di Marco Orso: quella mattina aveva semplicemente deciso di volere restare animale e, a differenza di tutti noi, non rientrò in città.
Olga Lupo e Gianni Alce lo guardarono sparire tra i lecci e le betulle, mentre a me lasciò un ultimo sguardo pieno di rancore.
Non lo biasimavo.

20170903

#1758

Vendevamo carta da lettera che si allungava automaticamente in base a quanto chi l'avrebbe utilizzata aveva da recriminare, da ringraziare o da ricordare. Il formato si accordava con la quantità di lacrime che sarebbero state versate.

20170902

#1756/1757

Fammi sapere com'è il vino che ti ho portato, e ti dirò se te lo sei meritato.

La vita è fatta di sfumature, tu invece sei monolitica e immutabile come un pezzo di granito.