20171019

#1790

Wishing your parents' death
is not a pleasant thing to do
but it happens, sometimes,
and will happen to you, too.

20171018

#1789

Questa storia che qualcuno possa usare come suoneria del telefono la stessa melodia che io uso come sveglia mi disorienta e destabilizza. Che ora è? Sono in metro o ancora a casa? C'è qualcuno che dorme tra i sedili di questa carrozza?

20171017

#1788

E la cassa della sua chitarra era ricoperta di un tessuto jeans. Una versione low profile di quella di Buddy Holly.

20171016

#1787

Imboccare la minuscola testa calva, vagamente cianotica, è sempre difficile.
Convincerla a vomitare praticamente impossibile.
Salvo esagerare e, il dito infilato in fondo alla lingua, rischiare di soffocarla.

20171014

#1786

Nei sogni non ho peso e non soffro di vertigini.
Me ne rendo conto ogni volta che, dovendo fuggire dalla solita forza malefica che dal mio appartamento mi insegue invisibile e silenziosa, esco sul balcone e da lì mi calo giù dai piani alti appendendomi alle ringhiere e lasciandomi cadere dai fili del bucato per poi rientrare da una finestra aperta nell'appartamento di sotto.
Uscendo dalla porta d'entrata sul pianerottolo e facendo le scale, finisco di solito nelle cantine, da dove sbuco nel cortile attraversato il quale, e superando vari muretti, mi ritrovo infine nell'edificio accanto, svegliandomi sempre appena prima di essere raggiunto.

20171013

#1785

Il film parla di una mosca che nasce e cresce in una mela, ma la cui storia—imprevedibilmente lunga—s'intreccia e interferisce in modo divertente con la nostra.
In una scena, per esempio, infastidisce il pilota dell'Air Force One americano... È una specie di Forrest Gump in versione insetto.
Alla fine, grazie alla sua capacità di visione che le permette una percezione estremamente rallentata della realtà circostante—ma anche a una non meglio spiegata facoltà di premonizione e, forse, di viaggio temporale—riesce a salvare la vita di una famiglia in vacanza a bordo della loro auto, collegando il futuro incidente su un ponte lungo una strada secondaria col percorso di un camion sull'autostrada visto all'inizio del film.

20171012

#1784

Quando decisi affacciarmi dalla balconata della sala di controllo, la copertura dell'intero progetto saltò, e il professore si rivelò per quello che era davvero: si scompose allora in più piani verticali, sezioni sottili di se stesso che mi circondarono in un cerchio vorticante mentre la realtà sensibile che ci aveva accolti fino a un istante prima svanì in un grigio indistinto.
Le braccia di quello che era stato il direttore del programma di ricerca si trasformarono in lame taglienti, e prima di venire colpito io stesso riuscii a vedere il sangue dei miei colleghi schizzare fuori dai tagli orizzontali che fendevano il nulla nebuloso in cui erano rimasti avvolti scomparendo alla vista.
La mia ferita era profonda, e potei sentire la risata famelica del professore arrivare da qualche parte in mezzo a quella scena irrazionale, la base di una struttura metallica a forma di colonna rotante, il centro di tutta quella illusione.
Strisciai allora sotto al perno attorno a cui tutto girava e lo abbracciai con forza, come fosse un bambino che aveva bisogno di essere consolato dopo essere stato sgridato. E quando dopo lo sforzo inumano aprii gli occhi, mi ritrovai abbarbicato a un semplice ventilatore, le pale di plastica che rallentavano la loro corsa fino a fermarsi in un flebile sussulto d'aria.

20171011

#1783

Una biondina niente male con un abito di lana molto aderente avanza sul marciapiedi, le tette ballonzolanti in assenza di reggiseno ma non di gravità, le mutandine in rilievo sotto il tessuto rivelatore, la tessera dei mezzi pubblici portata a tracolla come unico ornamento.
Tre operai la seguono increduli da presso, parlando tra loro esaltati in una lingua che sulle prime non mi sembra nota, poi uno dice a un altro "che ridere mi hai fatto!"
All'edicola vendono la gabbia toracica 1:1 dello scheletro di un bambino, da montare col resto dei pezzi a puntate.
Un ubriaco parla tra sé ad alta voce in un idioma slavo e beve birra in lattina sui gradini dell'ospedale, lo fisso mentre gli passo accanto ma non sembra accorgersi di me, poi, quando mi volto a guardarlo, incrociamo per un attimo gli occhi.
Passa un ragazzo in bicicletta, tira su il muco nella gola rumorosamente, e lo sento poi sputare a terra qualche metro più in là.
Una ragazza aspetta la metro digitando sul suo smartphone e sembra molto bella, ma quando il treno arriva resta seduta senza nemmeno alzare lo sguardo.
Così è questa mattina in città.
E le mie dita sono come al solito imbrattate di inchiostro.

20171009

#1782

Pensare a John Cale mentre Nick Drake canta Northern Sky e scoprire in quel momento che i due hanno suonato assieme proprio in quell'album, proprio in quel pezzo.
Guardare un documentario su Lunch atop a Skyscraper (di, forse, Charles Ebbets) e ritrovarsi ad ascoltare Bob Dylan che canta I Pity the Poor Immigrant.
Sono certo coincidenze incredibili. Ma cosa fare quando Brian Turner scrive degli artificieri che corrono al British Museum per il sospetto di una bomba mentre sul sedile della metropolitana proprio qui accanto uno zainetto bello gonfio di chissà che cosa se ne sta incustodito e solitario in mezzo all'indifferenza generale?

20171003

#1781

Mangiare sgombro grigliato con le bacchette è un po' come affrontare il problema dal punto di vista di un uccello, le punte di legno come quelle di un becco che affonda nella pelle abbrustolita e nella carne scura alla ricerca del miglior modo per fare tutto a pezzi senza perderne nemmeno uno.

20171002

#1780

Di tutte le cose contenute nel capannone che avevamo requisito (ovvero l'unica struttura rimasta in piedi dopo che i nostri Apache erano passati a bombardare l'area per spianarci la strada), Boyd si attaccò morbosamente a uno pneumatico da corsa, uguale a quello che avrebbe voluto per la Ford Mustang che aveva lasciato a casa in un garage a nord di San Francisco. Lo abbracciava e ci versava sopra calde lacrime, implorandomi di poterlo tenere.
"Per quel che me ne importa," gli dissi "ma credo che sia forato."

20171001

#1779 (Elegia di Amsterdam)

Ho visto persone senza casco in motorino. Adulti, intendo. Senza casco. Sulla pista ciclabile.
Si insinuano a meno di 25 all'ora nel traffico di biciclette che qui ha la sua espressione più fluida e diversificata. L'olandese è l'anello di congiunzione tra l'attuale stadio di compimento dell'essere umano e un nuovo livello, dove il bipede diventa biciclide. O altrimenti è un essere mitologico, metà uomo e metà bicicletta.
La metà uomo è spesso una donna, bella, bionda e con gli occhi azzurro fluo, le gambe fortificate dell'esercizio fisico e tese in perfetto equilibrio con la quantità sovrumana di burro quotidianamente assunta, non è chiaro se nasce prima l'uovo o la gallina.
Ho visto le ore passare in attesa di un coffe-to-go, per non dire di una birra, la macchina organizzativa che ha fatto di questo popolo il congegno coloniale perfetto incepparsi nell'inesperienza di una nuova generazione di commercianti, hipster in camicia Arizona 2000, fermaglio texano al colletto, jeans chiari e stretti e stivali più lunghi del necessario, lo sguardo intontito sotto le sopracciglia troppo folte e l'apparecchio ai denti. O la maglietta a righe da marinaretta fuorimoda e i pantaloni a zampa da pronipote dei fiori.
Ho visto tassisti di ogni provenienza, tutti nati qui ma con le radici sprofondate in qualche cultura molto lontana, esotica ma non troppo, a portata di frusta. La stessa auto, ibrida, scura e col tettuccio trasparente sotto al cielo non sempre clemente.
Ho visto il tempo cambiare repentinamente, ed è dir niente.
Ho visto gente in t-shirt mentre l'umidità saliva dai prati al tramonto del sole, bambini attraversare la strada da soli, giocare a cricket, andare immancabilmente in bicicletta, spesso da soli, niente genitori in vista, non solo nei parchi.
Ho visto conigli venire fuori dalla notte, gli occhi pacifici un lampo improvvisamente pazzoide sotto al flash del mio smartphone incredulo.
Ho visto anatre zampettare impunemente tra le gambe dei tavoli di un ristorante, le gambe degli avventori incrociate al loro posto senza stupore.
Ho visto qualcosa che definirei un cormorano lanciarsi color cenere in una bassa planata sul canale nel buio che vige accanto ai ponti tra un lampione e l'altro.
Ho visto le piante crescere dove non dovrebbero, le case salire dove non potrebbero, le scale incunearsi tra colonne di mattoni di Delft e avventurarsi con sicurezza nordeuropea su per un'architettura contemporaneamente razionalista e ragionevole, a suo modo gotica, come la storia giustifica, ma in modo misteriosamente poco cupo, nonostante la supremazia della materia sulla preservazione del vuoto.
Ho visto strade trasformarsi in crocevia di vita, concedersi ad incontri casuali tra persone divise da molto meno di sei gradi di separazione, le coincidenze accumularsi sotto ai numeri civici e sui gradini all'esterno delle vetrine.
Ho visto vetrine esporre donne molto esposte, in tutti i sensi e al solo senso della vista, persa nell'offerta e offesa di riflesso, e luci rosse emanare bagliori poco equivoci su corpi fantastici che si muovono in cerchi poco fantasiosi e lasciano poco alla fantasia e molto da pensare a una ragione che si professa critica e poco pura e che lotta ogni giorno con la morale, con l'etica di una maturità forse troppo occidentale.
Ho visto persone vestite di rosso darsi da fare immobili come aiuto nel presunto bisogno alcolico, nella presunta caduta psicotropa, ma anche derise dagli stessi elementi destabilizzanti che cercavano di stabilizzare.
Ho visto poliziotti molto calmi in situazioni apparentemente poco calme, apparire in coppia e passeggiare come amici in linea retta sul discrimine tra normalità ed eccezionalità, tra sicurezza e pericolo, sapendone chiaramente più di me, valutando la situazione, apparentemente giudicandola di effettiva calma.
Ho visto la concreta possibilità di un mondo senza moneta contante.

20170930

#1778

Ero in svergognato ritardo.
Tutti gli altri preti erano accalcati attorno alla porta della canonica, dove il Vescovo stava tenendo un non si sa quanto improvvisato discorso. Nelle ultime file si ridacchiava, qualcuno imitava la voce del prelato facendo con lo stesso tono monocorde l'elenco degli articoli per corrispondenza e relativi prezzi disponibili nel catalogo che ci veniva spedito ogni mese dai grandi magazzini che tutti sapevano appartenere al Vescovo stesso.

20170929

#1777

Quando arrivammo e scendemmo dall'auto, la bambina era già lì che ci aspettava nel grande spiazzo fangoso, e stava elencando le numerose attrattive della zona—malgrado non ce ne fosse nemmeno una in vista—con la sicurezza e la proprietà di linguaggio di una guida turistica.

20170928

#1776

Mi sveglia toccandomi una spalla senza chiamarmi per nome.
Quando apro gli occhi vedo che sta guardano sopra la mia spalla, fissando stupita e preoccupata—rapita, direi—la luce blu intermittente che proviene da qualche spazio oscuro in fondo alla stanza.

20170927

#1775

Non mi ero nemmeno accorto che stesse facendo il suo jogging mattutino che me la ritrovai faccia a terra ai piedi della discesa dove mi ero da poco trasferito coi miei genitori.
Avvicinandomi notai per prima cosa che aveva perso il reggiseno, e per capire come stava le poggiai il palmo della mano sulla schiena nuda proprio nel punto in cui doveva essersi trovato l'aggancio fino a un attimo prima.
Era cosciente, ma continuava a non muoversi.
"È la cosa peggiore che mi sia mai capitata," stava dicendo a bassa voce tra le lacrime.
Poi ci raggiunsero anche le sue amiche, tutte ragazzine tra i quindici e i sedici, e iniziarono a sfotterla mentre s'inginocchiavano attorno a noi.
Quando cominciò a riprendersi e provò ad alzarsi, non potei fare a meno di vedere quanto fosse bello il suo seno, già ben sviluppato e con larghi capezzoli rosa pallido un po' in rilievo. Allora prese a ridere anche lei, e a sfottere di rimando.
La preoccupazione principale della banda sembrava essere quella di trovare un bel costume per la sera, dato che "non possiamo certo presentarci in questo modo", e giù altre risate mentre tutte si aprivano e chiudevano velocemente le camiciole mostrando bagliori si seni adolescenziali e capezzoli eretti a totale beneficio del pezzo di idiota in paradiso che mi sentivo.

20170920

#1774

Dopo averlo preso sotto braccio, ci incamminammo verso le scale del grande edificio istituzionale.
"È una cosa che pochi insegnanti si premurano di spiegare, e che anzi troppo spesso censurano volutamente, ma parecchi di questi ricchi signorotti del passato remoto, per non dire nobili e regnanti che hanno fatto ognuno a suo modo la storia, amavano intrattenersi con sudditi dello stesso sesso, specie se poco più che bambini. E del resto se leggi con attenzione le date, diciamo tra le righe, ti renderai facilmente conto che al momento del matrimonio la maggior parte delle neo-regine non erano nemmeno adolescenti."

20170919

#1773

Lo incontrai la prima volta in un parcheggio. Aveva lasciato una delle sue famigerate poesie, scritta su un pannello di cartone in uno stampatello molto elegante, sul lunotto posteriore della mia auto.
Nonostante me ne avessero tutti parlato come uno sciroccato bislacco e pretenzioso a me sembrò sostanzialmente un tipo a posto.
I versi erano composti in prima persona da un alieno in visita sul pianeta terra, ed erano un ironico e divertente elenco di assurdità assortite, numeri iperbolici e neologismi composti, strutturati in voli pindarici tra pianeti e costellazioni, chimica e fisica, tematiche spaziali e argomenti molto più terreni.
Un verso recitava "[...] i miei simili, intelligenti come padri in attesa delle loro figlie di fronte alla scuola, molto fieri, no, fieri è sbagliato".
E lui era lì a fissarmi... fiero, avrei detto, se non avessi avuto timore di sbagliare.

20170918

#1772

La performance prevedeva che una delle due sorelle (allegra e matronesca nella veste di colori tradizionali, l'acconciatura a treccine) mettesse delle cuffie anti rumore all'altra (più bella, con la pelle leggermente più chiara e l'enorme chioma riccia). Perfettamente sorda, i capelli tirati su a raggiera felina, gli occhi verdi e trasparenti come smeraldi, il sorriso bianco, vitale e malizioso, alla bella etiope veniva poi chiesto di portare col piede il tempo di un ritmo immaginario, di guidare l'esecuzione inaudibile coi movimenti del suo corpo, una ciabattina decorata in oro che le spuntava dallo spacco della lunga veste floreale. Veniva poi il momento di parole e melodie, un canto a cappella da brividi. A quel punto un ragazzo che fino ad allora era sembrato niente più che un clochard steso su una panchina, iniziava a suonare un accompagnamento semplice e al contempo complesso con una chitarrina dal suono sorprendentemente caldo che aveva tirato fuori da chissà dove. Grazie all'orecchio assoluto, la cantante era già perfettamente intonata con la base offerta dalla chitarra, e la sorella che aveva fatto da spalla la circondava ora col suo abbraccio, la testa sul seno, restando poi in quella posizione per tutto il resto dell'esibizione.

20170917

#1771

A quanto pare, dunque, ne prendo atto, oggi si può essere una coppia adulta senza essere mai andati nemmeno una volta al cinema assieme.

20170916

#1770

Errori commessi durante la E.O. del 09–10/09/2017:
1. Non aver controllato i video di sicurezza prima di abbandonare la stazione scientifica.
2. Aver ricoperto di carta stagnola gli elefanti deputati al trasporto della carovana verso la zona urbana per ripararli dal sole del deserto.
3. Aver scelto solo armi bianche per contrastare gli attacchi dei felini mutanti.
4. Aver sottovalutato le capacità strategiche di gruppo dei felini mutanti.

20170915

#1769

Considerare a prescindere la musica classica un valore in sé e bollare tutto il resto come un male è un'idiozia bella e buona. Anche Barocco, Romanticismo e Neoclassicismo, per dire, avevano i loro brani furbo-pop, commerciali, ammiccanti, sdolcinati, banali, derivativi, semplicemente malfatti, e come tali andrebbero giudicati anche oggi. La patina del tempo non rende necessariamente migliori le cose del passato, anzi spesso le ammanta di un'aura di falsa bellezza che, come una coltre di polvere centenaria, nasconde pecche e brutture altrimenti evidenti e che non possono essere cancellate.

20170914

#1768

A furia di scappare aveva finito per dimenticare una volta per tutte la strada di casa—che da tempo non era comunque più un luogo sicuro in cui tornare. Casa era ormai la strada percorsa, le scorciatoie prese per ingannare i suoi inseguitori, i nascondigli usati per sfuggire ai suoi persecutori.

20170913

#1767

Agli stronzi in auto che quando non si fermano sulle strisce si scusano col passante di turno senza quasi nemmeno rallentare, forse preferisco quelli che tirano impassibili diritto, almeno sono coerenti con la loro perfetta inciviltà.

20170912

#1766

They used to say
One would only meet the devil at a crossroad

But Devil is my tailor
I've seen her mending my trousers

Devil is my tailor
she's a woman and chinese, by the way

20170911

#1765

Quando uno è una testa di cazzo lo è sempre, pienamente, senza compromessi.

20170908

#1764

Attorno al piccolo lago (di origine ovviamente vulcanica) una via portava alla ragazza che si fingeva una guida dell'oasi ma che in realtà viveva da mesi in un'auto di piccola cilindrata, e un'altra alle rivelazioni, oscure ma pur sempre rivelazioni. Ma a cosa serve la verità quando si può avere un sorriso così bello, un'illusione così reale?

#1763

Era convinto che le sue regole lo aiutassero a vivere meglio, ma era piuttosto vero il contrario: infrangere quelle regole l'avrebbe fatto stare così male da non riuscire nemmeno ad ammettere di avere un problema.

20170907

#1762

She was too good to be true
Se was too nice to be wise
She was too hot to be not
Just a dream I happen'd to have

20170906

#1761 (a P.C.)

Tante, fin troppe cose da fare una volta tornati a casa, questa casa che cade a pezzi e necessiterebbe rinnovi se non l'evacuazione. Ma non c'è nulla che tenga il confronto con questa libertà, una parola troppo grande per una casa così piccola, per una famiglia ancora così poco numerosa, eppure l'unica che si addica, benché in definitiva indefinibile.

20170905

#1760

Tu sei la mia dolcezza
Io sono la tua bellezza
Ti ho scelto, mio malgrado
Mi hai voluto, malgrado me
Che farei senza di te?
Chi saresti senza di me?

20170904

#1759

Non mi stupiva la risoluzione di Marco Orso: quella mattina aveva semplicemente deciso di volere restare animale e, a differenza di tutti noi, non rientrò in città.
Olga Lupo e Gianni Alce lo guardarono sparire tra i lecci e le betulle, mentre a me lasciò un ultimo sguardo pieno di rancore.
Non lo biasimavo.

20170903

#1758

Vendevamo carta da lettera che si allungava automaticamente in base a quanto chi l'avrebbe utilizzata aveva da recriminare, da ringraziare o da ricordare. Il formato si accordava con la quantità di lacrime che sarebbero state versate.

20170902

#1756/1757

Fammi sapere com'è il vino che ti ho portato, e ti dirò se te lo sei meritato.

La vita è fatta di sfumature, tu invece sei monolitica e immutabile come un pezzo di granito.

20170831

#1755

Ci corteggiamo rasentando i muri tra la mensa e la biblioteca, incrociandoci tra i capannelli di altri studenti e ruotando su noi stessi fino a trovarci guancia a guancia, arrossendo e sorridendo come se fosse di nuovo la prima volta.

#1754

Il ricordo del sor Bruno e del suo emporio era così vivo in paese che, nonostante l'attività fosse passata di mano ormai da più di cinque anni, il nuovo droghiere aveva ritenuto opportuno tenere ancora ben in vista il cartello con su scritto “NUOVA GESTIONE”.

20170830

#1753 (to A.H.)

Your mouth stretches until your lips shine
Your teeth tear me apart like knives
Your nose and ears, they make me smile
And I can't stand those lights in your eyes

Your mouth shines, it's morning first light
Your teeth rise, they're just like shrines
Your nose and ears, clouds in the sky
And I can't climb the heights of your eyes

Your mouth grows like a tide
Your teeth glow, they blow my mind
Your nose and ears, unpredictably wise
Still I can't survive the abyss of your eyes

Your mouth hiss, it cut in the line
Your teeth clank, they break my spine
Your nose and ears, they make me blind
And I must stay deft to the siren of your eyes

Your mouth is tense like a wire
Your teeth are dense like moist air
Your nose and ears, they ooze desire
But I'm forced out the garden of your eyes

Your mouth frosts, slippery as ice
Your teeth crack, loud as angry mice
Your nose and ears, they stand up in praise
So I'm kicked out from the prize of your eyes

From the garden of your eyes
From the siren of your eyes
From the abyss of your eyes
From the heights of your eyes

'Cause I'm not supposed to relish the light of your eyes

20170828

#1752

Il papillon, che io ho messo la prima volta dieci anni fa a New York—dove, perfino lì, quasi nessuno lo portava—si è ormai così diffuso che sono davvero lieto di non averlo indossato in questa occasione: a parte i tatuaggi, sembra il dettaglio più in uso tra i numerosi e dubbiamente eleganti ospiti.

#1751

You can't keep note of everything
You can't keep everything clear
Your house is dirty, yes, ok
But you can't afford a new one, so

Just let it go
Just let it be
Unless you want to be a control freak
Just let it go
Just let it be
If you really want to be control free

You can't keep everything in its place
Although there is a place for everything
And everything has its place
You can't hold time from keeping its pace

Just let it go
Just let it be
Unless you want to be a control freak
Just let it go
Just let it be
If you really want to be control free

Stop trying to be so smart
Let the dust rest in peace
Let the house fall apart
And let every piece be

Just let it go
Just let it be
Unless you want to be a control freak
Just let it go
Just let it be
If you really want to be control free

20170827

#1750

Dopo l'adduzione, convinta per vero o falso che fosse di essere oggetto di osservazione in un esperimento alieno, cominciò a disertare il consorzio sociale, evitando in spirito d'abnegazione e forse patriottismo ogni rapporto con gli altri esseri umani e rifuggendo ogni occasione di contatto col resto della comunità, in modo da non fornire alcun elemento di studio ai maledetti rapitori extraterrestri.

20170826

#1749

Ci sono città in cui
la notte non giunge mai
la luce del sole non tramonta
mentre noi
stanotte
sotto l'occhio di luce
dell'impietosa luna
le nostre imperfezioni
la nostra limitatezza illuminata
cerchiamo di dormire
mantenendo il contatto
ma distanti abbastanza
da non crearci vicendevole fastidio

20170825

#1748

Anche il Free Jazz va perfettamente a tempo almeno due volte al giorno.

20170810

#1747

Fui perciò incaricato di portar via i tesori confiscati nel grande palazzo ormai espugnato.
Ovviamente i vasti corridori erano a quel punto ancora semi-sommersi, e l'unico modo per trasportare quell'enorme quantità di ricchezze era a bordo di grosse chiatte gonfiabili. Il problema era l'instabilità,dovuta da un lato al peso delle casse e dall'altro alle rapide—se non alle vere e proprie cascate—che si creavano ovunque ci fossero dislivelli e scalinate da discendere.
Esploratori furono allora mandati in avanscoperta ad aprire gli enormi portali che dividevano le varie stanze, e che in alcuni casi funzionavano ora sostanzialmente come dighe. In questo modo il nostro passaggio fu reso più facile, ma più volte qualcosa cadeva comunque dal bastimento, e a turno ci immergevamo per le operazioni di recupero.
Il fondo era invariabilmente geometrico, come la base di una scatola da scarpe, e ricoperto con una sorta di carta da parati, decorata in pallidi colori sull'azzurro e sull'oro, come voleva lo stile di quel luogo. Restare sotto il pelo dell'acqua in quelle stanze che un tempo avevano albergato tanta bellezza, con la luce che filtrava dai finestroni e parte del mobilio ancora al suo posto, dava una sensazione di calma sovrannaturale: in seguito, più d'uno tra noi confessò di aver provato il desiderio di non tornare indietro.

20170809

#1746

Rise, e mi accorsi che aveva molari che le spuntavano da tutto il palato.

20170808

#1745

Le fotografie—tutte verticali, a colori e in grande formato—mostravano scene montane dove la natura, incisa e concreta, riempiva l'inquadratura. Solo a uno sguardo più attento emergevano gli elementi umani: una strada, un ponte, un gruppo di case, forse l'inizio di una diga. L'intervento artificiale era minimo, ma bastava a trasformare il panorama in paesaggio.

20170807

#1744

La sirena aveva suonato. Il che voleva dire che la crociera era giunta al termine.
Il nostro piano, come gli altri cento, era in ordinata mobilitazione, le file di letti che ruotavano sul loro posto tutte assieme, spostandosi contemporaneamente verso i montacarichi che ci avrebbero portato al piano terra, da dove avremmo abbandonato definitivamente il sanatorio.
Ma dei miei compagni di viaggio non c'era traccia.
Scesi allora dal letto, decidendo che potevo rimandare le operazioni di evacuazione fino a che non fossero ricomparsi, ma confesso che non avrei saputo dove cercarli, che, come all'insediarsi di una lenta ma inarginabile amnesia, quasi non ricordavo nemmeno dove fossero i bagni.
Pensai allora di chiamare Davide al telefono—almeno quelli funzionavano ancora—e chiedere dove si fossero cacciati tutti.
"Che c'è?" mi rispose assonnato e infastidito, la voce bassa e roca che si sovrapponeva ad un'altra, più alta ed allarmata ma che non riuscivo a distinguere con chiarezza. "Ma lo sai che ore sono?"
"Dove siete?" domandai.
"Dove siamo? Ma che... A casa, siamo."
"...."
"Tutto ok? Perché non torni a dormire e ci vediamo domattina come d'accordo? Manca ancora qualche ora alla partenza e vorremmo provare a dormire un altro po'..."
La voce più alta continuava a urlare cercando di superare il muro di quella più bassa ma più forte, e in un attimo mi fu chiaro che i miei compari non mi avevano affatto lasciato indietro ma che in qualche modo ero stato io (il mio corpo? la mia mente?) ad abbandonare loro, che non erano mai partiti.

20170804

#1743

In the end I guess I was right: the only way to fight IT was to read IT.

20170803

#1742

L'ingorgo sull'autostrada era già abbastanza penoso senza che quel pazzo decidesse di mettersi a camminare sbraitando con un revolver in mano tra le file di automobili ferme nell'interminabile coda interstatale.
Quando puntò lo sguardo nel nostro abitacolo alzai d'istinto le mani, vittima della televisione prima ancora che di quella follia di afa e asfalto. E quel maledetto mi sparò attraverso il parabrezza!
Il vetro andò in frantumi, e il proiettile si andò a conficcare nel sedile tra le mie gambe, ma era comunque troppo: uscii urlando e minacciandolo, chiedendo ragione di quella sparata da Real TV.
Per tutta risposta quello mi sorrise e, con tutto il candore di cui fu capace, mi spiegò che aveva fatto fuoco su di me proprio perché ero l'unico che aveva alzato le mani, il che ai suoi occhi faceva di me automaticamente qualcuno che aveva qualcosa da nascondere, comunque un colpevole (anche se di che cosa non era molto chiaro nemmeno a lui).

20170802

#1741

Parandosi davanti ai figli mi costrinse praticamente a rubare quella foto. Ma quel che è alla luce del sole, per così dire, è sempre fotografabile, anche se non sempre pubblicabile.
È questo che cercai poi di spiegarle, mentre mi intimava di cancellare quello scatto. Ma, dato che la macchina era analogica, non c'era niente da cancellare. Odio di animale feroce braccato comparve nei suoi occhi quando tentò di strapparmela dalle mani (questo sì che era illegale).
Così, quando qualche settimana dopo le mandai una stampa di quella foto—assieme a un campione di famosi ritratti dello stesso genere—la signora, di cui preferisco comunque non fare il nome, mi scrisse che ora capiva, che era un'immagine molto bella e che mi autorizzava al suo utilizzo.
"In quella foto i miei figli saranno per sempre felici," concludeva.

20170801

#1740

Qui il rischio è passare dal “non sono abbastanza maturo” al “non sono più abbastanza maturo”.