A furia di scappare aveva finito per dimenticare una volta per tutte la strada di casa—che da tempo non era comunque più un luogo sicuro in cui tornare. Casa era ormai la strada percorsa, le scorciatoie prese per ingannare i suoi inseguitori, i nascondigli usati per sfuggire ai suoi persecutori.
20170914
20170913
#1767
Agli stronzi in auto che quando non si fermano sulle strisce si scusano col passante di turno senza quasi nemmeno rallentare, forse preferisco quelli che tirano impassibili diritto, almeno sono coerenti con la loro perfetta inciviltà.
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20170912
#1766
They used to say
One would only meet the devil at a crossroad
But Devil is my tailor
I've seen her mending my trousers
Devil is my tailor
she's a woman and chinese, by the way
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20170911
#1765
Quando uno è una testa di cazzo lo è sempre, pienamente, senza compromessi.
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20170908
#1764
Attorno al piccolo lago (di origine ovviamente vulcanica) una via portava alla ragazza che si fingeva una guida dell'oasi ma che in realtà viveva da mesi in un'auto di piccola cilindrata, e un'altra alle rivelazioni, oscure ma pur sempre rivelazioni. Ma a cosa serve la verità quando si può avere un sorriso così bello, un'illusione così reale?
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#1763
Era convinto che le sue regole lo aiutassero a vivere meglio, ma era piuttosto vero il contrario: infrangere quelle regole l'avrebbe fatto stare così male da non riuscire nemmeno ad ammettere di avere un problema.
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20170907
#1762
She was too good to be true
Se was too nice to be wise
She was too hot to be not
Just a dream I happen'd to have
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20170906
#1761 (a P.C.)
Tante, fin troppe cose da fare una volta tornati a casa, questa casa che cade a pezzi e necessiterebbe rinnovi se non l'evacuazione. Ma non c'è nulla che tenga il confronto con questa libertà, una parola troppo grande per una casa così piccola, per una famiglia ancora così poco numerosa, eppure l'unica che si addica, benché in definitiva indefinibile.
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20170905
#1760
Tu sei la mia dolcezza
Io sono la tua bellezza
Ti ho scelto, mio malgrado
Mi hai voluto, malgrado me
Che farei senza di te?
Chi saresti senza di me?
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20170904
#1759
Non mi stupiva la risoluzione di Marco Orso: quella mattina aveva semplicemente deciso di volere restare animale e, a differenza di tutti noi, non rientrò in città.
Olga Lupo e Gianni Alce lo guardarono sparire tra i lecci e le betulle, mentre a me lasciò un ultimo sguardo pieno di rancore.
Non lo biasimavo.
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20170903
#1758
Vendevamo carta da lettera che si allungava automaticamente in base a quanto chi l'avrebbe utilizzata aveva da recriminare, da ringraziare o da ricordare. Il formato si accordava con la quantità di lacrime che sarebbero state versate.
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20170902
#1756/1757
Fammi sapere com'è il vino che ti ho portato, e ti dirò se te lo sei meritato.
La vita è fatta di sfumature, tu invece sei monolitica e immutabile come un pezzo di granito.
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20170831
#1755
Ci corteggiamo rasentando i muri tra la mensa e la biblioteca, incrociandoci tra i capannelli di altri studenti e ruotando su noi stessi fino a trovarci guancia a guancia, arrossendo e sorridendo come se fosse di nuovo la prima volta.
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#1754
Il ricordo del sor Bruno e del suo emporio era così vivo in paese che, nonostante l'attività fosse passata di mano ormai da più di cinque anni, il nuovo droghiere aveva ritenuto opportuno tenere ancora ben in vista il cartello con su scritto “NUOVA GESTIONE”.
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20170830
#1753 (to A.H.)
Your mouth stretches until your lips shine
Your teeth tear me apart like knives
Your nose and ears, they make me smile
And I can't stand those lights in your eyes
Your mouth shines, it's morning first light
Your teeth rise, they're just like shrines
Your nose and ears, clouds in the sky
And I can't climb the heights of your eyes
Your mouth grows like a tide
Your teeth glow, they blow my mind
Your nose and ears, unpredictably wise
Still I can't survive the abyss of your eyes
Your mouth hiss, it cut in the line
Your teeth clank, they break my spine
Your nose and ears, they make me blind
And I must stay deft to the siren of your eyes
Your mouth is tense like a wire
Your teeth are dense like moist air
Your nose and ears, they ooze desire
But I'm forced out the garden of your eyes
Your mouth frosts, slippery as ice
Your teeth crack, loud as angry mice
Your nose and ears, they stand up in praise
So I'm kicked out from the prize of your eyes
From the garden of your eyes
From the siren of your eyes
From the abyss of your eyes
From the heights of your eyes
'Cause I'm not supposed to relish the light of your eyes
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20170828
#1752
Il papillon, che io ho messo la prima volta dieci anni fa a New York—dove, perfino lì, quasi nessuno lo portava—si è ormai così diffuso che sono davvero lieto di non averlo indossato in questa occasione: a parte i tatuaggi, sembra il dettaglio più in uso tra i numerosi e dubbiamente eleganti ospiti.
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#1751
You can't keep note of everything
You can't keep everything clear
Your house is dirty, yes, ok
But you can't afford a new one, so
Just let it go
Just let it be
Unless you want to be a control freak
Just let it go
Just let it be
If you really want to be control free
You can't keep everything in its place
Although there is a place for everything
And everything has its place
You can't hold time from keeping its pace
Just let it go
Just let it be
Unless you want to be a control freak
Just let it go
Just let it be
If you really want to be control free
Stop trying to be so smart
Let the dust rest in peace
Let the house fall apart
And let every piece be
Just let it go
Just let it be
Unless you want to be a control freak
Just let it go
Just let it be
If you really want to be control free
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20170827
#1750
Dopo l'adduzione, convinta per vero o falso che fosse di essere oggetto di osservazione in un esperimento alieno, cominciò a disertare il consorzio sociale, evitando in spirito d'abnegazione e forse patriottismo ogni rapporto con gli altri esseri umani e rifuggendo ogni occasione di contatto col resto della comunità, in modo da non fornire alcun elemento di studio ai maledetti rapitori extraterrestri.
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20170826
#1749
Ci sono città in cui
la notte non giunge mai
la luce del sole non tramonta
mentre noi
stanotte
sotto l'occhio di luce
dell'impietosa luna
le nostre imperfezioni
la nostra limitatezza illuminata
cerchiamo di dormire
mantenendo il contatto
ma distanti abbastanza
da non crearci vicendevole fastidio
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20170825
#1748
Anche il Free Jazz va perfettamente a tempo almeno due volte al giorno.
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20170810
#1747
Fui perciò incaricato di portar via i tesori confiscati nel grande palazzo ormai espugnato.
Ovviamente i vasti corridori erano a quel punto ancora semi-sommersi, e l'unico modo per trasportare quell'enorme quantità di ricchezze era a bordo di grosse chiatte gonfiabili. Il problema era l'instabilità,dovuta da un lato al peso delle casse e dall'altro alle rapide—se non alle vere e proprie cascate—che si creavano ovunque ci fossero dislivelli e scalinate da discendere.
Esploratori furono allora mandati in avanscoperta ad aprire gli enormi portali che dividevano le varie stanze, e che in alcuni casi funzionavano ora sostanzialmente come dighe. In questo modo il nostro passaggio fu reso più facile, ma più volte qualcosa cadeva comunque dal bastimento, e a turno ci immergevamo per le operazioni di recupero.
Il fondo era invariabilmente geometrico, come la base di una scatola da scarpe, e ricoperto con una sorta di carta da parati, decorata in pallidi colori sull'azzurro e sull'oro, come voleva lo stile di quel luogo. Restare sotto il pelo dell'acqua in quelle stanze che un tempo avevano albergato tanta bellezza, con la luce che filtrava dai finestroni e parte del mobilio ancora al suo posto, dava una sensazione di calma sovrannaturale: in seguito, più d'uno tra noi confessò di aver provato il desiderio di non tornare indietro.
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20170809
#1746
Rise, e mi accorsi che aveva molari che le spuntavano da tutto il palato.
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20170808
#1745
Le fotografie—tutte verticali, a colori e in grande formato—mostravano scene montane dove la natura, incisa e concreta, riempiva l'inquadratura. Solo a uno sguardo più attento emergevano gli elementi umani: una strada, un ponte, un gruppo di case, forse l'inizio di una diga. L'intervento artificiale era minimo, ma bastava a trasformare il panorama in paesaggio.
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20170807
#1744
La sirena aveva suonato. Il che voleva dire che la crociera era giunta al termine.
Il nostro piano, come gli altri cento, era in ordinata mobilitazione, le file di letti che ruotavano sul loro posto tutte assieme, spostandosi contemporaneamente verso i montacarichi che ci avrebbero portato al piano terra, da dove avremmo abbandonato definitivamente il sanatorio.
Ma dei miei compagni di viaggio non c'era traccia.
Scesi allora dal letto, decidendo che potevo rimandare le operazioni di evacuazione fino a che non fossero ricomparsi, ma confesso che non avrei saputo dove cercarli, che, come all'insediarsi di una lenta ma inarginabile amnesia, quasi non ricordavo nemmeno dove fossero i bagni.
Pensai allora di chiamare Davide al telefono—almeno quelli funzionavano ancora—e chiedere dove si fossero cacciati tutti.
"Che c'è?" mi rispose assonnato e infastidito, la voce bassa e roca che si sovrapponeva ad un'altra, più alta ed allarmata ma che non riuscivo a distinguere con chiarezza. "Ma lo sai che ore sono?"
"Dove siete?" domandai.
"Dove siamo? Ma che... A casa, siamo."
"...."
"Tutto ok? Perché non torni a dormire e ci vediamo domattina come d'accordo? Manca ancora qualche ora alla partenza e vorremmo provare a dormire un altro po'..."
La voce più alta continuava a urlare cercando di superare il muro di quella più bassa ma più forte, e in un attimo mi fu chiaro che i miei compari non mi avevano affatto lasciato indietro ma che in qualche modo ero stato io (il mio corpo? la mia mente?) ad abbandonare loro, che non erano mai partiti.
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20170804
#1743
In the end I guess I was right: the only way to fight IT was to read IT.
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20170803
#1742
L'ingorgo sull'autostrada era già abbastanza penoso senza che quel pazzo decidesse di mettersi a camminare sbraitando con un revolver in mano tra le file di automobili ferme nell'interminabile coda interstatale.
Quando puntò lo sguardo nel nostro abitacolo alzai d'istinto le mani, vittima della televisione prima ancora che di quella follia di afa e asfalto. E quel maledetto mi sparò attraverso il parabrezza!
Il vetro andò in frantumi, e il proiettile si andò a conficcare nel sedile tra le mie gambe, ma era comunque troppo: uscii urlando e minacciandolo, chiedendo ragione di quella sparata da Real TV.
Per tutta risposta quello mi sorrise e, con tutto il candore di cui fu capace, mi spiegò che aveva fatto fuoco su di me proprio perché ero l'unico che aveva alzato le mani, il che ai suoi occhi faceva di me automaticamente qualcuno che aveva qualcosa da nascondere, comunque un colpevole (anche se di che cosa non era molto chiaro nemmeno a lui).
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20170802
#1741
Parandosi davanti ai figli mi costrinse praticamente a rubare quella foto. Ma quel che è alla luce del sole, per così dire, è sempre fotografabile, anche se non sempre pubblicabile.
È questo che cercai poi di spiegarle, mentre mi intimava di cancellare quello scatto. Ma, dato che la macchina era analogica, non c'era niente da cancellare. Odio di animale feroce braccato comparve nei suoi occhi quando tentò di strapparmela dalle mani (questo sì che era illegale).
Così, quando qualche settimana dopo le mandai una stampa di quella foto—assieme a un campione di famosi ritratti dello stesso genere—la signora, di cui preferisco comunque non fare il nome, mi scrisse che ora capiva, che era un'immagine molto bella e che mi autorizzava al suo utilizzo.
"In quella foto i miei figli saranno per sempre felici," concludeva.
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20170801
#1740
Qui il rischio è passare dal “non sono abbastanza maturo” al “non sono più abbastanza maturo”.
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20170731
20170727
#1738
Alla fine della festa restarono nella vecchia casa solo Anton e il suo figliolo Emil, entrambi già vestiti di cappotto, cappello e sciarpa, ma in cerca delle scarpe che, la porta già aperta sulla notte innevata, non si trovavano da nessuna parte.
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20170725
#1737
Aveva deciso di mangiare un morso ogni volta che Federer avesse fatto un doppio fallo e di bere un sorso ogni volta che avesse messo a segno un diritto. Il modo migliore per ubriacarsi molto in fretta.
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20170724
#1736
Il nuovo boss era inflessibile: pur essendo semplici impiegati, carne da scrivania, d'ora in poi il nostro lavoro avrebbe voluto dire fare anche molto più sesso. E pazienza se le strappone che ci procurava erano sempre un po' in là con l'età e con la decenza: quando passi quattordici ore davanti a un computer un corpo è pur sempre un corpo, e il sesso è pur sempre sesso.
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20170722
#1735
Le mie idee in fatto di bambini che piangono non cambieranno certo grazie a questo cinesino indemoniato, ma sta di fatto che il tipo ha una musicalità e una ritmica tutta sua: urla e strilla sulla base funk in filodiffusione lungo i reparti del supermarket, e non ha nulla da invidiare all'animalesca ma calcolatissima genialità vocale di James Brown!
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20170721
#1734
Approfittando del figlio in età scolare, la furba signora dai capelli rossi usava i doppioni delle figurine per coprire le foto di mostruosità e aberrazione che decoravano i pacchetti delle sue sigarette: ora sembrava che, invece di devastazione e morte, fumare volesse dire poter diventare come Po di Kung Fu Panda, Megamind o il gatto con gli stivali...
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20170720
#1733
Se le persone seguissero in senso lato alcune delle più semplici regole sociali (occupare la corsia libera più a destra, accostare quando si sente una sirena, rallentare alle strisce pedonali, lasciare scendere prima di salire, non gettare rifiuti in strada, rispettare la coda...) il mondo sarebbe un posto decisamente migliore in cui vivere.
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20170719
#1732
Dopo aver visitato la chiesa, notammo il vecchio bar abbandonato, una palazzina semicircolare circondata da una sorta di colonnato colorato in rosso pompeiano, con l'insegna cadente ma ancora in parte leggibile.
"No! Fatemi sedere," disse Guido, "è bellissimo."
"Le colonne sono di cartapesta," ci spiegò non senza un certo orgoglio la nostra guida, che effettivamente aveva più l'aspetto di un muratore in pausa pranzo. "Anche la facciata della chiesa l'abbiamo fatta noi," aggiunse infatti poi.
Chiesa che, barocca, policroma e istoriata, sorgeva in cima a un anfiteatro di scalini su cui sedevano altri numerosi turisti, ma che veniva usato abitualmente dagli abitanti del paese per le loro chiacchiere e i loro commerci, e dal quale venne giù addirittura un'amazzone in groppa al suo scatenato cavallo.
Fu allora che notai tra la folla del mercato quella che aveva tutta l'aria di essere una iena: fiutava l'aria e si guardava furbescamente attorno probabilmente in cerca di una vittima che, unico ad averla notata e a temerla, non potevo che essere io. Da qui al morso il passo era troppo breve per non approfittarne.
Fu anzi un balzo, agile e silenzioso, e tra l'indifferenza più diffusa mi trovai quel mostro attaccato violentemente al braccio per i forti denti sporchi. A niente valsero le numerose ramazzate che cominciai a menargli sul cranio col mio pesante mazzo di chiavi: quello, tenace, non mollava!
A salvarmi fu una mia vecchia conoscenza, il serpente Milwaukee—dall'espressione indiana che significa "sta attento, guardati attorno"—e che, da piccolo rettile delle praterie, si era ormai trasformato in un bel pitone di grossa taglia.
Fu lui a scagliare addosso alla iena la pietra nera e perfettamente levigata che la mise finalmente in fuga, e che ora conservo come uno tra i miei beni più preziosi.
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20170717
#1731
Malgrado da piccolo la cosa mi sembrasse un'esagerazione e mi facesse anche un po' ridere, ora che ho un'app che me lo fa vedere sullo schermo del mio telefono non credo più che mia madre esagerasse quando diceva: "i chilometri, oggi ho fatto letteralmente i chilometri."
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20170716
#1730
È in occasioni e posti come questi che mi rendo conto dell'esistenza di persone che—al pari di quelle che, per dire, tirano in dentro la pancia da tanto di quel tempo da farlo ormai in modo praticamente inconsapevole—mantengono stampato in faccia un perenne sorriso, non solo mentre parlano con altre persone, ma anche quando non ce ne sarebbe ragione, forse per l'inconscia ma socialmente e spesso professionalmente giustificata paura che qualcun altro possa pensare che non siano persone felici, entusiaste e soddisfatte, o che, peggio, durante quell'evento non si stiano divertendo, non stiano apprezzando le parole che sentono, non si stiano sentendo in sintonia con la gente che li circonda.
Mi chiedo se sia una capacità acquisita, se la si impari in qualche corso, o se sia una dote personale.
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20170715
#1729
Era davvero misterioso il caso per cui da ragazzino, sfogliando per maledetta curiosità infantile la copia di IT di Stephen King che il cugino più grande stava leggendo, fosse incappato proprio in una pagina così spaventosa. Ora che aveva finalmente deciso di affrontare i suoi fantasmi e leggerlo una volta per tutte, per le prime 400 pagine, più che un horror il libro si stava sostanzialmente rivelando un trattato di psicopatologia.
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20170714
#1728
L'antica diatriba col suo compagno di scuola—che auto avrebbe avuto da grande, se una costosa sportiva o una banale autoritaria—si era risolta con un nulla di fatto, dato che a parte insane pulsioni hipster (Volvo 240, Panda 4x4), una volta adulto l'auto era davvero l'ultima cosa a cui pensava.
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20170713
#1727
Maria era preoccupata di aver fatto qualcosa di sbagliato, e mentre io piuttosto la ringraziavo per avermi permesso di entrare finalmente in contatto con i membri della "famiglia" lei continuava a scusarsi.
Ma era solo grazie a lei, che li conosceva bene e che un tempo era stata parte dell'organizzazione, che ero riuscito a parlare con le persone a cui fare le domande che avevo bisogno e al contempo temevo di fare.
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20170712
#1726
La nostra terra è brulla, fatta di colline spoglie fin dove lo sguardo arriva. La conosciamo bene, palmo a palmo, ma insistiamo a cercare un posto migliore in cui fermarci.
Così, i bambini imparano ad arrampicarsi sulle rocce come capre, e ci precedono—come è ormai giusto che sia—nella nostra continua ricerca.
Di tanto in tanto incontriamo altre genti, per lo più persone solitarie, a coppie, famiglie minime o riunite in piccoli gruppi accampati suoi monti, in riva ai laghi.
Il posto in cui siamo arrivati oggi è ricco d'acqua, un sistema di canali e pozzi naturali attraverso i quali è possibile spostarsi rapidamente da un'altura all'altra. Prima che l'acqua riprendesse il suo corso doveva essere un luogo abitato, perché in fondo a una di queste cavità c'è ancora una camera che appartiene a una civiltà passata, sommersa da così poco che gli oggetti—armadi, tavoli, letti—sono tutti ancora al loro posto, disordinati, ma solo leggermente, dalla corrente.
I cadaveri di un uomo e una donna giacciono sotto le lenzuola, e solo ora comincio a pensare che essermi immerso in queste acque mi abbia fatto ammalare, e mi abbia reso pericoloso per lamia gente. Ma quelli di qui vanno avanti e indietro come se nulla fosse, vestiti come se dovessero andare ogni giorno a lavoro in ufficio.
Ci sono dunque ancora società così primitive da credere che esista ancora una possibilità per il mondo così come lo conoscevamo?
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20170711
#1725
Ecco cosa odio di più, le ossessioni. Specialmente nelle loro varianti più pericolose, le dipendenze e le paranoie.
Le odio perché mi fanno orrore. E mi fanno orrore perché le temo.
Ciò non vuol dire che rifugga le abitudini, anzi.
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20170710
#1724
As for the new technologies, my motto is: "The fact that you can doesn't mean that you should."
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20170708
#1723
Le previsioni meteo avevano cannato di un paio d'ore (come al solito, a guardare in retrospettiva), e così mi ritrovai bloccato al supermercato mentre fuori diluviava.
Poco male dato che, oltre a un ecuadoregno con cagnolino e una sciùra attaccata con le ragnatele, c'era Stephen King seduto accanto a me, e avevo ancora mille pagine di IT da leggere.
Sarà stata la location o la gente che si accalcava accanto all'uscita imprecando in attesa che spiovesse, ma quella situazione rafforzava la mia convinzione che, almeno per le prime duecento pagine, quel libro non fosse altro che un trattato di psicopatologia.
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20170707
#1722
Lo chiamavamo "il giorno del capo branco": per un giorno ogni mese il comando passava al piccolo di famiglia che, a patto di non sforare il budget di 100 euro stanziato—pasti compresi—per l'intera giornata, poteva decidere le attività da fare, tassativamente tutti assieme.
Fu così che imparò a gestire al meglio le proprie entrate e le proprie aspettative fin da bambino; ed è a quelle giornate che ripensa ancora oggi ogni volta che riceve lo stipendio.
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20170705
#1721
Non si poteva mai guardare un film tutto di filato: una volta era la pipì, un'altra volta la camomilla, un'altra volta ancora una telefonata, infine l'ennesimo biscotto. Quella che per lui era un'esperienza totalizzante, l'unica a cui dedicare tutta l'attenzione per quel dato lasso di tempo, per lei era solo mero intrattenimento, una delle varie componenti della serata.
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#1720
Come se la reattività di tutti fosse stata compromessa da anni e anni di serie tv in cui pericolo, dolore e morte non sono che elementi di una sceneggiatura ben oleata, come se il senso civico fosse stato anestetizzato da decenni di telegiornali, e la loro stessa umanità fosse imprigionata da una sorta di amnesia collettiva: ecco come si comportavano al suono dell'ennesima sirena, all'arrivo dell'ennesima ambulanza.
E malgrado io sia per l'entropia naturale e la necessaria estinzione del genere umano, non è questo il modo in cui una persona dovrebbe morire, non bloccata in mezzo al traffico perché una manica di stronzi patentati non capisce che quando sente la sirena di un'ambulanza deve accostare senza se e senza ma.
Non c'è pena corporale o pecuniaria adatta a emendare la gente che non si sposta, che stolida resta al comando della propria auto in mezzo alla strada come se da questo dipendesse il controllo sulla propria vita.
Non c'è punizione che basti, se non forse la morte stessa.
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20170704
#1719
Capitava a volte che le due sveglie—una marcetta in 4/4 e una rapida successione di semiminime—suonassero in perfetto unisono (la chiave corrispondeva), creando un richiamo stereofonico che dava alla giornata appena iniziata un tono di euforia e serendipità molto promettente.
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20170703
#1718
Perché mi guarda così male? Solo perché l'ho guardata?
Ed ecco, a pochi passi, una donna che invece pagherebbe pur di essere fissata con la stessa intensità.
Curiosa la vita, dove la stessa donna che disprezza gli uomini che la guardano, dopo qualche anno—qualche passo—odierà che nessuno la guardi più.
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