20140317

#280

In piedi davanti ai fuochi, le voci spuntate da una ricetta, il grembiule addosso e gli strumenti disposti, ne sono certo: cucinare è come eseguire In C di Terry Riley: gli ingredienti sono sempre gli stessi ma il risultato cambia a seconda dell'interpretazione.

20140315

#279 (Le mosche #16)


THE DEVIL

L'acqua scorreva lenta, il gas era strozzato
e dovevamo attendere ore per le comuni
faccende da sbrigare. Lo zen e l'arte di aspettare
entrarono così nella nostra casa,
di soppiatto e lentamente.

#278

È molto liberatorio, ma anche un po' inquietante: quando ti apri al caos, il caos guarda dentro di te.

20140314

#277 (Le mosche #15)


QUARTOMOVIMENTO

L'amico, che è un imperscrutabile poeta
di candele rosse, si abbandona al flusso inevitabile
indeciso e soffuso, confessando perfino
a se stesso di non aver più paura
di restare con la fame per coperta.

20140312

#276

Saldare con l'oro, e con l'oro riparare al torto inflitto. Così la tazza ritrovata vale ancora più di quella perduta. Non fosse così giapponese, sarebbe da farne una pratica di vita.

#275 (Le mosche #14)


NOTTE A DOMICILIO

Ascoltando Thelonious Monk
steso sul cesso cercava,
fissando il termosifone,
di spiegare all'amico
i problemi dell'idealizzazione
(e dell'assuefazione)
ma poi, spinto dall'ardore emorroidale,
decise di desistere.
Se non altro qualcuno, per un po',
sarebbe rimasto contento.

20140311

#274

Il mio lavoro è stare sopra, dietro, accanto, davanti e sotto ai fotografi. Sopra perché li dirigo, dietro perché li sospingo, accanto perché li consiglio, davanti perché gli preparo la strada e sotto perché dipendo da loro.

20140309

#273 (Le mosche #13)


14

Beethoven aveva strutture proprie da seguire,
percorsi personali, strade private.
Dal canto suo trema la finestra, piccola
e bianca, scintillante come il riflesso
del sole sulla neve.

20140307

#272

Ci ha messo anni a capire che l'espressione che si usava in famiglia quando andavano a trovare la nonna era più di un semplice modo di dire. Ma ora si è svegliato all'improvviso durante la notte e tutto gli è chiaro: molto tempo prima di lasciare questo mondo la madre di sua madre aveva smesso di essere una persona ed era diventata un luogo. È per questo che quella frase ha ancora senso. Si alza più presto del solito ed esce di casa: oggi si va da nonna.

#271 (Le mosche #12)

Contemporaneamente l'uomo bruno
e barbuto seguiva con gli occhi
la traettoria di una mosca,
ascoltando musica sperimentale.

20140305

#270

Le due cugine, figlie di due fratelli che non si sono sposati lo stesso giorno e nemmeno lo stesso anno, sono nate lo stesso giorno dello stesso anno, e nessuna delle due ha vinto la sfida (tessuta tra i loro genitori prima ancora che quello di avere figli fosse un progetto concreto) a chi dovesse per diritto di primogenitura portare il nome della nonna. Oggi una vive nella città in decadenza e l'altra nella campagna in rapida ascesa, ed entrambe portano lo stesso nome.

20140304

#269

Sono stato molte volte lì lì per superare il Circolo Polare Artico, ma non l'ho mai fatto. Sono prigioniero di una griglia di meridiami e paralleli, oltre la quale non mi è dato di andare.

20140303

#268

Mi serve la tua palpebra, gli dico. Lui non ci pensa nemmeno un momento, prende un paio di forbici da carta e comincia a tagliarsela, soffiando poi a bocca e naso chiusi per farla saltar via.

#267 (Le mosche #11)


MAI O PER SEMPRE 

Se Cyrano non avesse avuto la letteratura
dalla sua, nemmeno in punto di morte la
sua bellezza sarebbe stata svelata.
Questo pensava alle 0208h p.m. Marcel,
poeta ospite e amator senza conquiste,
che fu tutto e lo fu inutilmente.

20140301

#266 (Le mosche #10)


UNTIL THE END OF THE WORLD

I due compari ballavano la danza delle spade
come Dada in vacanza nella città indistriale
provando a fare teatro senza ricompensa per
il vicinato, che li spiava e aveva cose da dire.
Ma pensavano ai viaggi, a come rompere gli
oggetti e ricavarne qualcosa di totalmente
diverso, a come gettarsi dalla finestra e
ritrovarsi direttamente in un'altra parte
del mondo.

20140228

#265

Seduta in metrò, una donna sui sessanta, vaga somiglianza con
Angela Merkel, seria al limite dell'accigliato, vestita di nero, elegante, accessori costosi e di classe. E, pochi metri più in là,
in piedi, una seconda donna, sui sessanta, vaga somiglianza con
Angela Merkel, seria con note di apprensione, vestita di nero, casual, accessori costosi e sportivi, per il resto perfettamente e indubbiamente identica alla prima donna. Entrambe dimostrano assoluta e totale inconsapevolezza della presenza se non
dell' esistenza dell'altra.

20140227

#264 (Le mosche #9)


STUFA E POVERISSIMA

Stavamo nella piccola casa, a dipingere e
fotografare, stesi sul letto disfatto a righe,
e rannicchiati per il freddo.

#263

Morivano dalla voglia di sputtanarsi a vicenda, ma dire a qualcuno di aver incrociato l'altro in quel posto avrebbe significato sputtanare prima di tutto se stessi.

20140226

#262 (Le mosche #8)


LA LEGGENDA DEL RE FOTOGRAFO

W. Eugene Smith aveva un cane palese.
A nessuno di quelli che lo conoscevano
sarebbe mai venuto in mente che quell'
animale fosse un'altra cosa.
Tutti sapevano che era un cane perchè
lui non era capace di far nulla per
sembrare qualcosa che non era.

20140225

#261

La mia domanda è: come può il dottor Carracci, dopo aver passato gli ultimi anni eseguendo azioni non funzionali che, anche se possono essere considerate artistiche, lui definisce inutili, fini a se stesse, e nonostante veda questa pratica come il modo migliore per l'uomo di realizzare se stesso allontanandosi dalle false seduzioni e rifiutando la volontà di potenza del mondo occidentale, e malgrado sia indubbiamente forte e comprensibile la tentazione di condividere le sue conclusioni, col rischio però congenito che l'eventuale utilità di questi insegnamenti acquisti quindi un finora eluso scopo oltre che un inevitabile effetto, come può, dicevo, pubblicare adesso questo  
"Fino a se stessi, — leggo testualmente — ovvero l'arte dell'autorealizzazione attraverso le azioni non funzionali"?

20140224

#260 (Le mosche #7)


CHINESE EXPRESS

Gruppo di intellettuali cinesi
mangiano manciuria restando
fermi e aspettando wonton
fritti. Il giovane Miyura li
osserva pulendosi gli occhiali
sporchi di fabbrica, macinando
sigarette e desiderando una
moglie giapponese.

#259

Dopo aver passato l'intera vita a cercare di evitare il dolore, come risolversi al suicidio? Anche nei momenti peggiori, l'estremo cambiamento gli sembrava comunque la scelta più dolorosa possibile.

20140223

#258 (Le mosche #6)


MAUDE CALLEN

Forse non ho il prezzo giusto
forse non ne vale la pena, il prezzo non
vale l'acquisto, l'acquisto non
vale il mantenimento.
Ma il girotondo praticato intorno
al cerchio attorno a noi
a tem in partixolare, e ai tuoi capelli
e a questa mano
che ti attraversa la testa come strade
in un prato del vento
(brughiera, cime tempestose, erba, cieli ecc.)
val la ricerca
il viaggio
il sapore
il sorriso
il saluto
e tutta la carovana.

20140222

#257 (Le mosche #5)


ALTE LUCI

Mio nonno cercava sempre di convincermi
a bere il vino a tavola, ma io niente, ero
il tipo a cui bastava intingere il pane
nel pentolone dove mia madre cuoceva il
sugo.
Chissà cosa penserebbe mio nonno di me
adesso.

20140220

#256

L'eterno ritorno non è una teoria filosofica. Esiste davvero. Solo che l'amico Friedrich ha sbagliato i calcoli: ogni mattina gli stessi orari, gli stessi gesti, gli stessi abiti, le stesse frasi, gli stessi biscotti, la stessa casa, in definitiva la stessa vita. Il ritorno è eterno ogni giorno che passa.

20140219

#255 (Le mosche #4)


INCIDENTI DI PERCORSO

Parlando in giro di questo Signor K.
Kafka, insomma, e del suo inseparabile
Joseph K. trovai per terra una carta
da gioco francese, nemmeno a dirlo un
K di quadri. La prima domanda che mi
posi fu come si fa a a perdere per strada
uan carta da gioco. La sconda cosa
volevano dirmi quei quadri.

#254

Non erano semplicemente bravi e belli, erano bravi perché belli. Era questo che mi affascinava di loro. Se nel primo caso avrei solo provato ividia e rabbia, il secondo mi lasciava infatti esterrefatto per la sua logica limpida e però irrazionale. Ecco perché da quel momento ogni volta che incrociavo una bella donna mormoravo tra me "è un genio".

20140218

#253 (Le mosche #3)


TEST PILE

1
Decidemmo di imbrogliare la natura
e convincere quelle piantine, destinate
al clima tropicale, che fosse ancora
estate.

2
Le tenevamo chiuse in un armadio
con dentro la luce continuamente accesa,
abiti umidi appesi e fuori i termosifoni
sempre al massimo.

20140217

#252 (Le mosche #2)


CARTIER-BRESSON

Singolarmente preso
dal problema di stato in luogo
inutilmente descrivo descrivo
e a volte indago.
È importante che abbia
qualcosa da dire?
Denunciare e prendere posizione
fanno l'uomo ladro
della propria sincerità.

20140216

#251 (Le mosche #1)


BOKU

Era un armadio femmina
discretamente pesante,
ma un armadio di gomma.
Morbido, insomma.

20140212

#250

Il bambino compare in salotto poco dopo la mezzanotte, mentre dovrebbe essere già a dormire. Tiene il pollice in bocca, è bianco in volto, suda.
"Tobias," dice la madre, "non dormi?"
Ma Tobias non risponde. La madre gli fa cenno di avvicinarsi, e quando lo accarezza si accorge che ha il pelo drizzato sulla nuca.
"Hai fatto un brutto sogno?"
"C'è un altro bambino nel mio letto."
Ora è lei che sbianca, perché certa di non aver mai detto al figlio che il suo gemello è morto alla nascita.

20140211

#249

E così Herr Mozart ha intrappolato nel suo incantesimo anche mia moglie, e ora è tutto un Papageno qui e una Papagena lì. La povera donna se ne va in giro per casa come un'indemoniata emettendo suoni sconci e balbettando versi animaleschi. E da quando quel diavolo di un bavarese s'è inimicato i potenti e viene regolarmente rappresentato al Wiedner qui in periferia, non posso nemmeno trincerarmi dietro la scusa della nostra indigenza, e sono costretto a portarla a teatro quasi ogni sera. Immagino che anche sperare in una prematura dipartita di Mozart non servirebbe a molto, perché malgrado la mia scarsa inclinazione alla musica nemmeno io fatico a capire che le sue opere gli sopravviveranno in eterno.

20140210

#248

Cosa voleva dalla vita? Semplice: godere dell'arte degli altri, e contribuire nel suo piccolo.

20140209

#247

Si trasformavano lentamente in pietre, ma continuando a stillare sangue.

20140206

#246

Ipocondriaco benestante cerca ragazza sana con sindrome dell'infermiera.

20140205

#245 (a H.L.)

Molti anni dopo ricordò quel che lui le aveva detto la sera in cui gli aveva confessato il suo amore, cioè che essendo appena arrivato in paese dalla città, e a differenza di tutti gli altri avendo studiato, era troppo facile scambiarlo per qualcosa d'altro, per un grand uomo, ma là nel gran mondo ce n'erano molti come lui, e appena se ne fosse andata via li lì e avesse cominciato a viaggiare avrebbe potuto anche scegliere di chi innamorarsi per davvero. Ma ora che aveva vissuto nel gran mondo e aveva conosciuto tanti uomini dopo lui, ne era certa: non ce n'erano molti, in quel gran mondo, di persone come lui.

20140204

#244

Odio il pianoforte, così completo, così saccente, così pieno di sé. E schiavi del suo incanto i musicisti, compositori o esecutori che siano, diventano commessi viaggiatori impegnati a spiegare porta a porta il catalogo cromatico delle sue infinite possibilità.

20140203

#243 (to W.A.)

I believed you could be the brother I've never had.
You turn out to be the father I'd have never wanted.

20140131

#242

Per questo non sopportava il dottor Fleischman, perché si riconosceva troppo nel personaggio.

20140130

#241

È da tantisismo tempo il primo suono del giorno che sente, il mellifluo e imperturbabile bip intermittente che lo rapisce alla notte ogni settimana dal lunedi al venerdi appena scattano le 0630h: per l'ennesima edizione consecutiva vinche anche quest'anno il titolo di Miss Sveglia del Mattino.

20140129

#240

L'amore (era quel che aveva idea di scrivere) non esiste: usiamo la parola amore quando il desiderio sessuale si sovrappone a quello intellettuale, a sua volta composto da atteggiamenti come stima, affetto, rispetto. Ma se possiamo scomporre il desiderio intellettuale nei suoi minimi termini, questo non si può farlo col desiderio sessuale, a meno che non si voglia specificare le singole parti del corpo verso cui questo desiderio sia eventualmente indirizzato. Ma in questo caso la riduzione sarebbe solo ai singoli oggetti del desiderio, e non a differenti atteggiamenti – o attributi – del desiderio stesso. In ultima analisi (era proprio quel che aveva tutta l'intenzione di scrivere) si può dire che quando il desiderio sessuale finisce, o mancando quello intellettuale, l'amore – che è tutto sommato un'invenzione relativamente recente – non sussiste.

20140126

#239

Quindi, dopo aver sognato che mi dava il suo numero, la chiamai per scoprire se esisteva davvero. "Pronto," dissi quando rispose, "ho ricevuto una telefonata da questo numero stanotte in sogno..."

20140123

#238

Per esempio quando andava a mangiare alla mensa aziendale prendeva due di tutto, compresi piatti e posate, impilando un bicchiere nell'altro per non farsi notare, solo per portare qualcosa a casa. In questo e altri modi cercava di tenere nascosto il fatto di avere un figlio, soprattutto dopo essere stato lasciato dalla moglie.

20140122

#237

E gli abitanti di quella terra sudavano dalla fronte piccoli minerali preziosi, che lasciavano cadere a terra come pietre di nessun valore tra lo stupore di tutta la nostra spedizione. Se ci fossimo chinati a raccoglierli avremmo perso ovviamente tutta la loro considerazione, così provvidenzialmente ottenuta.

20140120

#236

"Cosa farai oggi?"
"Non so, dipende dal Fato: sono in balia degli elementi."
"Ma scusa, non aspetti quella risposta da Wes Anderson?"
"È vero."
"Che strano che quel che farai oggi dipende da Wes Anderson, neh?"
"Sì. Ma tutto sommato meglio lui che il Fato."

20140116

#235

Molti e diversi sono i Motivi che possono giustificare i Rumori della Notte passata in una Vecchia Casa: gli Infissi delle Finestre che tornano a contrarsi per il Freddo dopo essersi espansi nel Caldo del Giorno, i Tubi nelle Pareti che lasciano trasmigrare qualche Goccia d'Acqua intermittente tra i Mattoni, Pentole e Bicchieri che cercano requie dopo essere stati messi ad asciugare sul Lavello in Posizioni instabili, Libri indignati per essere stati anche oggi solo sfogliati che trovano un loro Ordine sugli Scaffali della Biblioteca, il Pavimento che complici i Tappeti tesse un nuovo Motivo a dispetto di Piastrellisti e Storici delle Decorazioni, gli Abiti che provano nuove Combinazioni per imbrogliare il Tempo e le Tarme, le Tarme stesse che si nutrono del loro stesso Viaggio, della loro stessa Abitazione. Non da ultimi Scarafaggi, Topi o peggio, Animali di una certa Entità tra le Intercapedini, se non Qualcosa o Qualcun altro di scientificamente inclassibifabile, percepibile solo per mezzo della Fede o della Paura, che dimora ancora qui, nella Soffitta o nella Stanza accanto sempre chiusa a Chiave, in barba agli Affitti, fedele a Contratti che neanche la Morte può più rescindere.

20140115

#234

Inutile chiedere intercessioni, specie ai defunti di fresco: il Signore ha un mucchio tecnicamente infinito di pratiche da sbrigare... Proprio ieri è arrivato a quelle del 936 d.C., e il ritmo è in costante rallentamento.

20140114

#233

Nessuno può sapere se gli sia stata già scattata la foto che un giorno finirà sulla sua lapide.

20140113

#232

A chi mi accusa di vivere nel passato, di restare attaccato a inutili ricordi, di accumulare tutto, vorrei far presente che dopotutto sono nato in una terra che conserva perfino i propri morti.

20140110

#231

Ogni volta che la salutavo prima di andar via temevo sarebbe stata l'ultima, ma in realtà sapevo che la volta successiva l'avrei ritrovata lì, al solito posto nella grande cucina accanto al camino ormai sempre spento, ancorata alla sua poltrona come una pianta malata ma millenaria. L'esperienza inganna.