STUFA E POVERISSIMA
Stavamo nella piccola casa, a dipingere e
fotografare, stesi sul letto disfatto a righe,
e rannicchiati per il freddo.
20140227
#264 (Le mosche #9)
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#263
Morivano dalla voglia di sputtanarsi a vicenda, ma dire a qualcuno di aver incrociato l'altro in quel posto avrebbe significato sputtanare prima di tutto se stessi.
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20140226
#262 (Le mosche #8)
LA LEGGENDA DEL RE FOTOGRAFO
W. Eugene Smith aveva un cane palese.
A nessuno di quelli che lo conoscevano
sarebbe mai venuto in mente che quell'
animale fosse un'altra cosa.
Tutti sapevano che era un cane perchè
lui non era capace di far nulla per
sembrare qualcosa che non era.
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20140225
#261
La mia domanda è: come può il dottor Carracci, dopo aver passato gli ultimi anni eseguendo azioni non funzionali che, anche se possono essere considerate artistiche, lui definisce inutili, fini a se stesse, e nonostante veda questa pratica come il modo migliore per l'uomo di realizzare se stesso allontanandosi dalle false seduzioni e rifiutando la volontà di potenza del mondo occidentale, e malgrado sia indubbiamente forte e comprensibile la tentazione di condividere le sue conclusioni, col rischio però congenito che l'eventuale utilità di questi insegnamenti acquisti quindi un finora eluso scopo oltre che un inevitabile effetto, come può, dicevo, pubblicare adesso questo
"Fino a se stessi, — leggo testualmente — ovvero l'arte dell'autorealizzazione attraverso le azioni non funzionali"?
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20140224
#260 (Le mosche #7)
CHINESE EXPRESS
Gruppo di intellettuali cinesi
mangiano manciuria restando
fermi e aspettando wonton
fritti. Il giovane Miyura li
osserva pulendosi gli occhiali
sporchi di fabbrica, macinando
sigarette e desiderando una
moglie giapponese.
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#259
Dopo aver passato l'intera vita a cercare di evitare il dolore, come risolversi al suicidio? Anche nei momenti peggiori, l'estremo cambiamento gli sembrava comunque la scelta più dolorosa possibile.
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20140223
#258 (Le mosche #6)
MAUDE CALLEN
Forse non ho il prezzo giusto
forse non ne vale la pena, il prezzo non
vale l'acquisto, l'acquisto non
vale il mantenimento.
Ma il girotondo praticato intorno
al cerchio attorno a noi
a tem in partixolare, e ai tuoi capelli
e a questa mano
che ti attraversa la testa come strade
in un prato del vento
(brughiera, cime tempestose, erba, cieli ecc.)
val la ricerca
il viaggio
il sapore
il sorriso
il saluto
e tutta la carovana.
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20140222
#257 (Le mosche #5)
ALTE LUCI
Mio nonno cercava sempre di convincermi
a bere il vino a tavola, ma io niente, ero
il tipo a cui bastava intingere il pane
nel pentolone dove mia madre cuoceva il
sugo.
Chissà cosa penserebbe mio nonno di me
adesso.
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20140220
#256
L'eterno ritorno non è una teoria filosofica. Esiste davvero. Solo che l'amico Friedrich ha sbagliato i calcoli: ogni mattina gli stessi orari, gli stessi gesti, gli stessi abiti, le stesse frasi, gli stessi biscotti, la stessa casa, in definitiva la stessa vita. Il ritorno è eterno ogni giorno che passa.
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20140219
#255 (Le mosche #4)
INCIDENTI DI PERCORSO
Parlando in giro di questo Signor K.
Kafka, insomma, e del suo inseparabile
Joseph K. trovai per terra una carta
da gioco francese, nemmeno a dirlo un
K di quadri. La prima domanda che mi
posi fu come si fa a a perdere per strada
uan carta da gioco. La sconda cosa
volevano dirmi quei quadri.
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#254
Non erano semplicemente bravi e belli, erano bravi perché belli. Era questo che mi affascinava di loro. Se nel primo caso avrei solo provato ividia e rabbia, il secondo mi lasciava infatti esterrefatto per la sua logica limpida e però irrazionale. Ecco perché da quel momento ogni volta che incrociavo una bella donna mormoravo tra me "è un genio".
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20140218
#253 (Le mosche #3)
TEST PILE
1
Decidemmo di imbrogliare la natura
e convincere quelle piantine, destinate
al clima tropicale, che fosse ancora
estate.
2
Le tenevamo chiuse in un armadio
con dentro la luce continuamente accesa,
abiti umidi appesi e fuori i termosifoni
sempre al massimo.
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20140217
#252 (Le mosche #2)
CARTIER-BRESSON
Singolarmente preso
dal problema di stato in luogo
inutilmente descrivo descrivo
e a volte indago.
È importante che abbia
qualcosa da dire?
Denunciare e prendere posizione
fanno l'uomo ladro
della propria sincerità.
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20140216
#251 (Le mosche #1)
BOKU
Era un armadio femmina
discretamente pesante,
ma un armadio di gomma.
Morbido, insomma.
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20140212
#250
Il bambino compare in salotto poco dopo la mezzanotte, mentre dovrebbe essere già a dormire. Tiene il pollice in bocca, è bianco in volto, suda.
"Tobias," dice la madre, "non dormi?"
Ma Tobias non risponde. La madre gli fa cenno di avvicinarsi, e quando lo accarezza si accorge che ha il pelo drizzato sulla nuca.
"Hai fatto un brutto sogno?"
"C'è un altro bambino nel mio letto."
Ora è lei che sbianca, perché certa di non aver mai detto al figlio che il suo gemello è morto alla nascita.
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20140211
#249
E così Herr Mozart ha intrappolato nel suo incantesimo anche mia moglie, e ora è tutto un Papageno qui e una Papagena lì. La povera donna se ne va in giro per casa come un'indemoniata emettendo suoni sconci e balbettando versi animaleschi. E da quando quel diavolo di un bavarese s'è inimicato i potenti e viene regolarmente rappresentato al Wiedner qui in periferia, non posso nemmeno trincerarmi dietro la scusa della nostra indigenza, e sono costretto a portarla a teatro quasi ogni sera. Immagino che anche sperare in una prematura dipartita di Mozart non servirebbe a molto, perché malgrado la mia scarsa inclinazione alla musica nemmeno io fatico a capire che le sue opere gli sopravviveranno in eterno.
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20140210
#248
Cosa voleva dalla vita? Semplice: godere dell'arte degli altri, e contribuire nel suo piccolo.
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20140209
#247
Si trasformavano lentamente in pietre, ma continuando a stillare sangue.
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20140206
#246
Ipocondriaco benestante cerca ragazza sana con sindrome dell'infermiera.
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20140205
#245 (a H.L.)
Molti anni dopo ricordò quel che lui le aveva detto la sera in cui gli aveva confessato il suo amore, cioè che essendo appena arrivato in paese dalla città, e a differenza di tutti gli altri avendo studiato, era troppo facile scambiarlo per qualcosa d'altro, per un grand uomo, ma là nel gran mondo ce n'erano molti come lui, e appena se ne fosse andata via li lì e avesse cominciato a viaggiare avrebbe potuto anche scegliere di chi innamorarsi per davvero. Ma ora che aveva vissuto nel gran mondo e aveva conosciuto tanti uomini dopo lui, ne era certa: non ce n'erano molti, in quel gran mondo, di persone come lui.
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20140204
#244
Odio il pianoforte, così completo, così saccente, così pieno di sé. E schiavi del suo incanto i musicisti, compositori o esecutori che siano, diventano commessi viaggiatori impegnati a spiegare porta a porta il catalogo cromatico delle sue infinite possibilità.
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20140203
#243 (to W.A.)
I believed you could be the brother I've never had.
You turn out to be the father I'd have never wanted.
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20140131
#242
Per questo non sopportava il dottor Fleischman, perché si riconosceva troppo nel personaggio.
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20140130
#241
È da tantisismo tempo il primo suono del giorno che sente, il mellifluo e imperturbabile bip intermittente che lo rapisce alla notte ogni settimana dal lunedi al venerdi appena scattano le 0630h: per l'ennesima edizione consecutiva vinche anche quest'anno il titolo di Miss Sveglia del Mattino.
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20140129
#240
L'amore (era quel che aveva idea di scrivere) non esiste: usiamo la parola amore quando il desiderio sessuale si sovrappone a quello intellettuale, a sua volta composto da atteggiamenti come stima, affetto, rispetto. Ma se possiamo scomporre il desiderio intellettuale nei suoi minimi termini, questo non si può farlo col desiderio sessuale, a meno che non si voglia specificare le singole parti del corpo verso cui questo desiderio sia eventualmente indirizzato. Ma in questo caso la riduzione sarebbe solo ai singoli oggetti del desiderio, e non a differenti atteggiamenti – o attributi – del desiderio stesso. In ultima analisi (era proprio quel che aveva tutta l'intenzione di scrivere) si può dire che quando il desiderio sessuale finisce, o mancando quello intellettuale, l'amore – che è tutto sommato un'invenzione relativamente recente – non sussiste.
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20140126
#239
Quindi, dopo aver sognato che mi dava il suo numero, la chiamai per scoprire se esisteva davvero. "Pronto," dissi quando rispose, "ho ricevuto una telefonata da questo numero stanotte in sogno..."
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20140123
#238
Per esempio quando andava a mangiare alla mensa aziendale prendeva due di tutto, compresi piatti e posate, impilando un bicchiere nell'altro per non farsi notare, solo per portare qualcosa a casa. In questo e altri modi cercava di tenere nascosto il fatto di avere un figlio, soprattutto dopo essere stato lasciato dalla moglie.
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20140122
#237
E gli abitanti di quella terra sudavano dalla fronte piccoli minerali preziosi, che lasciavano cadere a terra come pietre di nessun valore tra lo stupore di tutta la nostra spedizione. Se ci fossimo chinati a raccoglierli avremmo perso ovviamente tutta la loro considerazione, così provvidenzialmente ottenuta.
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20140120
#236
"Cosa farai oggi?"
"Non so, dipende dal Fato: sono in balia degli elementi."
"Ma scusa, non aspetti quella risposta da Wes Anderson?"
"È vero."
"Che strano che quel che farai oggi dipende da Wes Anderson, neh?"
"Sì. Ma tutto sommato meglio lui che il Fato."
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20140116
#235
Molti e diversi sono i Motivi che possono giustificare i Rumori della Notte passata in una Vecchia Casa: gli Infissi delle Finestre che tornano a contrarsi per il Freddo dopo essersi espansi nel Caldo del Giorno, i Tubi nelle Pareti che lasciano trasmigrare qualche Goccia d'Acqua intermittente tra i Mattoni, Pentole e Bicchieri che cercano requie dopo essere stati messi ad asciugare sul Lavello in Posizioni instabili, Libri indignati per essere stati anche oggi solo sfogliati che trovano un loro Ordine sugli Scaffali della Biblioteca, il Pavimento che complici i Tappeti tesse un nuovo Motivo a dispetto di Piastrellisti e Storici delle Decorazioni, gli Abiti che provano nuove Combinazioni per imbrogliare il Tempo e le Tarme, le Tarme stesse che si nutrono del loro stesso Viaggio, della loro stessa Abitazione. Non da ultimi Scarafaggi, Topi o peggio, Animali di una certa Entità tra le Intercapedini, se non Qualcosa o Qualcun altro di scientificamente inclassibifabile, percepibile solo per mezzo della Fede o della Paura, che dimora ancora qui, nella Soffitta o nella Stanza accanto sempre chiusa a Chiave, in barba agli Affitti, fedele a Contratti che neanche la Morte può più rescindere.
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20140115
#234
Inutile chiedere intercessioni, specie ai defunti di fresco: il Signore ha un mucchio tecnicamente infinito di pratiche da sbrigare... Proprio ieri è arrivato a quelle del 936 d.C., e il ritmo è in costante rallentamento.
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20140114
#233
Nessuno può sapere se gli sia stata già scattata la foto che un giorno finirà sulla sua lapide.
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20140113
#232
A chi mi accusa di vivere nel passato, di restare attaccato a inutili ricordi, di accumulare tutto, vorrei far presente che dopotutto sono nato in una terra che conserva perfino i propri morti.
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20140110
#231
Ogni volta che la salutavo prima di andar via temevo sarebbe stata l'ultima, ma in realtà sapevo che la volta successiva l'avrei ritrovata lì, al solito posto nella grande cucina accanto al camino ormai sempre spento, ancorata alla sua poltrona come una pianta malata ma millenaria. L'esperienza inganna.
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20140109
#230 (iQ#33)
In attesa
alla finestra.
Piove come se piovesse.
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20140108
#229
Ritorno una volta di più nella città
da cui sono partito la prima volta
dicendo sotto voce, per non farmi
sentire nemmeno da me stesso,
non ritornerò mai più. Attraverso
il parco dello spaccio, dove sempre
ho avuto paura di entrare, e ne
assaporo così la bellezza triste
e malconcia, passando accanto
al centro estetico dove una volta
c'era il mio asilo. Percorro la strada
che dal liceo mi portava a casa
e cerco tra i citofoni i nomi delle
persone per cui ho provato qualcosa,
trovandone ben pochi, tanto da
dubitare del mio passato, della
possibilità che io abbia davvero
vissuto qui. In auto per strade mille
volte percorse, è un viaggio nel tempo.
Il consorzio agrario che una volta
sfoggiava trattori John Deere ora è
un museo di archeologia georgica.
Il carcere allarga i suoi confini,
i cimiteri rinnovano i propri orizzonti
e centri abitati appena costruiti
colonizzano gli spazi vuoti, del tutto
simili a campi di concentramento.
Conosco ogni curva, ma questa
carreggiata è più malmessa di quanto
ricordassi. Tutto invecchia ma i miei
parenti e quelli dei miei amici
invecchiano più lentamente, graziati
dal tempo, in moto contrario,
procedono per paradosso e
inversamente proporzionali. Poi li
rivedo, i vecchi amici, tutti per uno,
come fosse stato ieri l'ultima volta,
ne incontro i figli, e intanto recupero
ricordi, un libro da cui tutto è nato
e tutto continua a nascere, comprese
queste parole. Da solo, una volta
a casa, sfoglio il primo romanzo che
ho provato a leggere, ventimila leghe,
ferma più o meno a dodicimila.
Sarà l'ultima storia che leggerò,
e in questo modo il cerchio verrà
chiuso una volta per tutte.
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20140104
#228
"Perché mangi prima tutte quelle marce?"
"Per non doverle poi buttare."
"E così facendo non ne mangi mai una buona."
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20131230
227
Non dobbiamo farlo subito, disse lui, tantomeno per forza. Lei gli sorrise riconoscente, con lo sguardo di chi ha appena capito di aver trovato l'uomo giusto. Finì che non lo fecero mai più.
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20131229
#226 (iQ#32)
Estate.
La zanzariera ha ucciso
il chiar di luna.
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20131218
#225
È il Giorno della Ribellione degli Oggetti, quando per ventiquattr'ore l'Uomo perde il suo primato di Creatore delle Cose del Mondo e soccombe alle conseguenze del suo Operato.
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20131217
#224
Si avvicina fissandomi, con la mano tesa, lercio e (probabilmente) puzzolente.
"No, grazie," gli dico con aria bonaria.
Lui persiste, avanza ancora un po', allunga la sinistra con ostinazione. Allora cambio espressione, ma prima di riuscire a proferire anche solo una parola è lui che interpreta di riflesso la mia parte.
"Non insitere,"dice mostrandomi i palmi in segno di resa.
Ma poi, grazie di che?
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20131216
#223
Eppure è ovvio, mi ripeto, che se un oggetto continua a crearmi problemi e io continuo di conseguenza a prenderlo a calci il problema in realtà sono io. Ma chissà perché, al momento del bisogno non riesco a trarre questa logica conclusione. Errare è naturale, perseverare umano.
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20131212
#222
È lunga e sporca questa guerra contro gli agenti del disordine e del sudiciume. Sono subdoli e resistenti, operano con metodi da guerriglia casalinga, tendono imboscate annidandosi ovunque, mi assediano, mi depistano, confondendomi e impedendomi di capire perfino a quale fronte dare la priorità.
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20131211
#221
Che paese di merda. Mano nella mano accompagnamo i nostri figli a scuola praticamente fino all'università, ma ci siamo scordati di dargli un futuro.
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20131210
#220
La vide arrivare da lontano. Era come un muro d'aria e d'acqua, che avanzava per le strade del paese spostando di peso persone e automobili. Colto da una paura quasi metafisica ma cosciente di dover scappare, si trovava nell'icapacità di scegliere il riparo giusto, indeciso tra antri e portoni, con l'unico desiderio, tecnicamente irrealizzabile, di tornare a casa.
Le prime gocce colpirono il selciato e gli bagnarono le scarpe. Poi la tempesta lo colpiì inevitabilmente, come uno schiaffo freddo e umido, sollevandolo a diversi metri d'altezza, sopra gli alberi e i tetti delle case. Era raggelato, ma si sentiva anche cullato e molto leggero. Nessuno ne seppe più nulla.
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20131205
#219 (iQ#31)
Paura:
il mio vecchio me è in reatà
più giovane di me.
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20131204
#218
La cosa più interessante di questo caso non è tanto che il paziente abbia la facoltà di sdoppiarsi (per quanto non volontariamente), né che il doppio risultante sia una sua versione rimpicciolita ma per il resto a lui esattamente identica; quanto piuttosto che si senta ogni volta spinto, se non costretto, a seguire questo secondo se stesso attraverso le intercapedini fra le assi del pavimento (cosa resa ardua all'uno ma facile all'altro proprio a causa della differenza di dimensioni).
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#217 (iQ#30)
È perturbante
che anche il buio
possa accecare.
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20131203
#216 (iQ#29)
Freddo,
mangio solo frutti invernali.
Caco vaniglia.
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20131202
#215
Vanno trattati da pari a pari. Certo, hanno sicuramente più soldi di te, magari più agganci, forse più esperienza. Ma nel momento in cui ti offrono un lavoro stanno implicitamente dichiarando che hanno bisogno di te. Allora scendono di qualche gradino la scala sociale e ti vengono più vicino, percorrono all'indietro la linea evolutiva e involvono in un animale più simile alla tua specie. È così, per una frazione di secondo, il vostro rapporto diventa uno a uno.
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